Export USA ancora in crescita a maggio, trainato da siero, formaggi e grassi
Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni Usa aumentano del 16% in equivalente latte. Forte recupero del siero verso la Cina, mentre cala il latte scremato in polvere
Le esportazioni lattiero-casearie Usa hanno continuato a crescere a maggio, nonostante il forte calo del latte scremato in polvere, secondo il report Trade Data monitor analizzato da Assocaseari. Il risultato conferma la solidità dell’export dairy americano nella prima parte del 2026, ma mostra anche una composizione molto diversa tra categorie: siero, lattosio, formaggi e grassi sostengono la crescita, mentre la SMP perde slancio dopo la ripresa dei mesi precedenti.
Nei primi cinque mesi dell’anno, le esportazioni Usa sono rimaste superiori del 16% rispetto allo stesso periodo del 2025, espresse in equivalente latte, con incrementi verso tutte le principali destinazioni. Uno dei fattori decisivi è stato il recupero delle spedizioni di siero e lattosio verso la Cina, dopo la forte contrazione registrata nel maggio dello scorso anno, quando l’escalation tariffaria tra Stati Uniti e Cina aveva colpito gli scambi tra i due Paesi.
A maggio 2025, infatti, i volumi di siero Usa diretti in Cina erano diminuiti di circa il 70%, in seguito all’aumento temporaneo dei dazi cinesi sulle importazioni dagli Stati Uniti, arrivati al 125%. Il confronto con quella base particolarmente debole amplifica il recupero del 2026, ma non ne riduce il significato: la Cina è tornata a essere uno dei principali motori della domanda di siero americano.
Il dato si inserisce in un contesto globale in cui le proteine del siero stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. La domanda di ingredienti proteici ad alto valore, alimentata dal trend high protein e dalle applicazioni nutrizionali, sta modificando la gerarchia economica della filiera dairy. Per gli Usa, forti di una grande capacità industriale e di una posizione competitiva sull’export, il siero resta una leva importante di crescita.
Formaggi in aumento, spinti da Corea del Sud, Messico e Medio Oriente
Anche le esportazioni di formaggio hanno continuato a crescere a maggio. La domanda è stata sostenuta soprattutto da Corea del Sud, Messico, Arabia Saudita e Filippine. Nei primi cinque mesi del 2026, i principali motori dell’aumento sono stati l’America Latina, in particolare il Messico, e la Corea del Sud.
Il dato conferma la capacità degli Stati Uniti di presidiare mercati molto diversi: prossimità geografica e integrazione commerciale in America Latina, domanda dinamica in Asia e sviluppo delle vendite in alcune destinazioni del Medio Oriente.
La crescita del formaggio americano va letta anche dentro la competizione tra grandi esportatori. In una fase in cui l’Europa resta condizionata da costi, tensioni sulla materia prima e volatilità climatica, gli Stati Uniti continuano a rafforzare la propria presenza in alcune aree strategiche, soprattutto quando il rapporto qualità-prezzo e la disponibilità di prodotto risultano favorevoli.
Usa: siero in crescita per l’ottavo mese consecutivo
Il siero è una delle categorie più dinamiche del report Usa. A maggio, l’export statunitense è aumentato per l’ottavo mese consecutivo, con la Cina a trainare la ripresa. Su base cumulata da inizio anno, la crescita è stata sostenuta soprattutto da Cina e Canada, che hanno compensato la domanda più debole proveniente dalla Malesia.
Il recupero cinese è particolarmente rilevante perché arriva dopo la forte contrazione dello scorso anno. La normalizzazione degli scambi dopo la fase di tensione tariffaria ha permesso ai volumi di ripartire, ma il contesto di mercato è cambiato: il siero non è più soltanto una commodity laterale della caseificazione, ma una materia prima industriale strategica, con destinazioni che vanno dall’alimentazione animale agli ingredienti funzionali ad alto contenuto proteico.
È proprio questa doppia natura a rendere il mercato più complesso. Da un lato, esistono flussi tradizionali di siero e lattosio legati alla domanda zootecnica e alimentare. Dall’altro, le frazioni proteiche più raffinate, come WPC e WPI, stanno vivendo una fase di forte tensione, trainata da nutrizione sportiva, prodotti high protein e nuove applicazioni legate al controllo del peso.
SMP in calo, si interrompe la ripresa
Il dato più debole riguarda il latte scremato in polvere. Le esportazioni di SMP sono diminuite sensibilmente a maggio, a causa delle minori spedizioni verso Messico, Honduras e Colombia. Anche il Sud-Est asiatico ha mostrato un rallentamento, interrompendo la ripresa osservata dall’inizio dell’anno.
Nei primi mesi del 2026, la maggiore domanda del Sud-Est asiatico aveva compensato solo in parte il calo delle spedizioni verso l’America Latina e altre destinazioni minori. A maggio, però, il rallentamento si è fatto più evidente.
La SMP resta una categoria molto esposta alla competizione internazionale, alla domanda dei mercati emergenti e alla disponibilità di prodotto dai principali bacini esportatori. A differenza del siero ad alto valore o di alcune categorie di grassi, il latte scremato in polvere tende a riflettere più direttamente gli equilibri globali tra offerta, prezzo e capacità di assorbimento dei Paesi importatori.
Burro e butteroil continuano a correre
Le esportazioni di burro hanno continuato a crescere rapidamente a maggio, con aumenti in tutte le principali destinazioni ad eccezione dell’Unione europea. Sebbene le spedizioni verso il Canada siano rimaste inferiori ai livelli dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno ampliato le vendite verso un’ampia gamma di mercati nei primi cinque mesi del 2026.
Particolarmente rilevante l’aumento verso la regione MENA, pari al 27% nel periodo gennaio-maggio. Il dato conferma il ruolo crescente dei grassi lattieri nel commercio internazionale americano, in una fase in cui la domanda globale di burro e butterfat resta sostenuta e i differenziali di prezzo possono aprire spazi commerciali importanti.
