Osservatorio immagino: i 12 macro-fenomeni nella spesa degli italiani
La diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy incrocia le informazioni riportate sulle etichette di oltre 145 mila prodotti digitalizzati nell’anno terminante a dicembre 2024 con le rilevazioni NielsenIQ su venduto (retail measurement service) e consumo (consumer panel). L’innovazione è sempre una leva importante: il 7,8% dei prodotti monitorati da Immagino sono stati lanciati nel 2024, generando il 3,2% del fatturato totale. Le aziende si sono concentrate maggiormente su alcuni fenomeni, in particolar modo sui prodotti “ri-ch-in” (ricchi di elementi benefici), sui “free-from” (senza o con meno di certi ingredienti), sulla presenza di ingredienti tradizionali o benefici e sui prodotti con certificazioni di responsabilità sociale d’impresa (CSR). A conferma del fatto che l’informazione sui prodotti alimentari è un elemento fondamentale e l’etichetta è il primo posto “fisico” per entrare in contatto con il consumatore e soddisfare la sua esigenza di informazione: “informare bene” è oggi una delle mission costitutive per le imprese.
Con e senza
Entrando in un maggior dettaglio, il 9,9% dei prodotti “rich in” sono stati nuovi lanci, generando il 3,1% del fatturato. L’attenzione si è focalizzata su prodotti ricchi di proteine, potassio, fermenti lattici, vitamine e calcio. Nei prodotti “free from”, l’8,9% sono stati nuovi lanci, contribuendo al 2,2% del fatturato totale. I claim utilizzati più frequentemente sono stati “pochi grassi”, “poche calorie”, “senza zuccheri aggiunti”, “pochi zuccheri” e “senza conservanti”. L’8,1% dei prodotti per intolleranze sono nuovi lanci, con un’incidenza maggiore per i prodotti “senza lattosio” (10,5%). Nel 2024 il claim “senza lattosio” ha generato un fatturato di 1,95 miliardi di euro e ha aumentato del +2,1% le vendite in valore e del +1,4% quelle a volume rispetto al 2023. Nel corso del 2024, si conferma la predilezione per prodotti con un ridotto contenuto di zuccheri e con un maggior apporto proteico. Proprio le proteine sono state la componente più dinamica del 2024, durante il quale hanno replicato i buoni risultati ottenuti nell’anno precedente (+1,1% quest’anno rispetto al +1,3% del 2023).
Immagino: quanto vale l’italianità
I prodotti che si presentano dalle etichette e dai packaging come italiani, nell’accezione ampia del termine, restano i protagonisti della spesa alimentare realizzata in supermercati e ipermercati. E questo primato si è confermato anche nel 2024, nonostante la dinamica non brillante di questo paniere, composto da 27.978 referenze che hanno sviluppato oltre 11,6 miliardi di euro di sell-out. Rispetto all’anno precedente, il giro d’affari è aumentato del +1,2% ma le vendite in volume sono diminuite del -0,7%. Le componenti di domanda e di offerta sono state sostanzialmente piatte (rispettivamente +0,3% e +0,8%), la pressione promozionale è arrivata al 31,3% (contro il 30,4% del 2023) e i prezzi sono aumentati in maniera inferiore a quanto avvenuto complessivamente nel largo consumo (+1,9%).
Tutti i claim e le indicazioni geografiche che rientrano in questo paniere hanno vissuto 12 mesi di volumi in diminuzione, con la sola eccezione dei prodotti Dop che sono riusciti ad accrescerli, e dell’immagine del tricolore, che ha mostrato una certa stabilità. Proprio la “bandiera italiana” è l’indicatore più diffuso e rilevante di tutto il paniere. L’Osservatorio Immagino l’ha rilevata sulle etichette di 16.461 prodotti, pari al 16,4% dei prodotti alimentari analizzati. Un ampio agglomerato che nel 2024 ha superato i 7,1 miliardi di euro di giro d’affari, mettendo a segno una crescita del +2,5% rispetto all’anno precedente. Quest’espansione è stata guidata dall’aumento dei prezzi (+2,3%) e dall’andamento della componente di offerta (+1,4%). Anche la componente di domanda è rimasta positiva (+1,1%), mentre i volumi venduti si sono assestati di poco sopra i livelli del 2023 (+0,2%). Affettati, mozzarelle, olio extravergine di oliva, caffè macinato, verdure di quarta gamma, biscotti tradizionali, formaggi grana e simili sono riusciti a crescere sia a valore che a volume, nonostante alcune di queste categorie (come l’olio extravergine di oliva e le verdure di quarta gamma) siano state caratterizzate da un’inflazione importante. Vendite in calo annuo, invece, per latte fresco, latte Uht, yogurt intero e polpa di pomodoro.
Sul podio i fermenti lattici
Brillante l’andamento dei 609 prodotti con “fermenti lattici”: rispetto all’anno precedente, nel 2024 hanno segnato un +5,8% a valore e un +6,4% a volume, avvicinandosi ai 461 milioni di euro di giro d’affari, Questa dinamica è stata sostenuta soprattutto dalla componente di offerta (+5,6%). In diminuzione, invece, sia l’intensità promozionale che il prezzo medio. Yogurt funzionale, yogurt intero, yogurt bicompartimentale, mozzarelle, latte fermentato, formaggi da tavola e altri formaggi freschi tradizionali hanno guidato la performance dell’aggregato. Molto si deve al contributo positivo dell’offerta (+1,9%) a fronte di una domanda stabile (+0,2%).
Immagino: 12 macro-fenomeni per la spesa degli italiani
La diciassettesima edizione dell’Osservatorio Immagino ha monitorato l’evoluzione della composizione e delle vendite, in valore e volume, di 12 panieri, tra food e non food, che rappresentano altrettanti fenomeni e tendenze di consumo.
Per quanto riguarda il richiamo dell’italianità (il “made in Italy”, le Dop/Igp e le regioni in etichetta), l’Osservatorio Immagino ha rilevato 27.978 prodotti con 11,6 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo del +1,2% a valore e di -0,7% a volume.
Per il mondo del free from (i trend consolidati ed emergenti dei claim “senza”), l’Osservatorio Immagino ha rilevato 14.625 prodotti con 7,9 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di -0,1% a valore e di -1,2% a volume.
Per il mondo del rich-in sono stati rilevati 11.572 prodotti con 5,1 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +1,3% a valore e di -0,8% a volume.
Il tema delle intolleranze ha indagato la dinamica del “senza glutine” e del “senza lattosio”: 11.339 prodotti rilevati, con 4,7 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,9% a valore e di -0,5% a volume.
Altro fenomeno è quello dell cibo identitario: vegetariano, vegano, biologico, halal e kosher. L’Osservatorio Immagino ha rilevato 13.552 prodotti con 4,4 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +3,9% a valore e di +0,9% a volume.
Per il mondo di loghi e certificazioni (Fairtrade, Ecolabel, Cruelty free, Friend of the sea, Fsc e altre certificazioni in area Csr), l’Osservatorio Immagino ha rilevato 17.070 prodotti certificati con 7 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +0,8% a valore e di -2,3% a volume.
Dall’avena all’avocado fino ai semi di chia, l’Osservatorio ha rilevato gli ingredienti benefici in 15.171 prodotti con 4,7 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +3,7% a valore e di -1,8% a volume. Inoltre, l’Osservatorio ha rilevato 4.127 prodotti che comunicano il metodo di lavorazione on pack, con 1,6 miliardi di euro di sell-out e con un trend annuo di +11,7% a valore e di +2,6% a volume. Anche la texture dei prodotti viene comunicata on pack. È presente in 7.728 prodotti con 3,8 miliardi di euro di sell-out e un trend annuo di +2% a valore e di +0,8% a volume.
