Mercato lattiero-caseario: più latte in USA e Ue, domanda debole e prezzi in calo
Il mercato dairy mostra uno squilibrio tra offerta e domanda: la produzione aumenta in USA e in vari Paesi Ue-27, mentre la domanda resta debole in uno scenario geopolitico incerto, secondo l’analisi di Mirco de Vincenzi di Clal.it. Ne derivano segnali di calo prezzi su diverse commodity: un movimento che appare congiunturale più che strutturale. In UE la produzione di latte è in recupero grazie a migliori condizioni climatiche e al calo dei casi di Blue Tongue. Olanda +4,8% ad Agosto; Germania e Francia rispettivamente +5% e +3,1% nelle prime settimane di Settembre. La domanda nel primo semestre rimane incerta: in Cina si continua a lottare contro il crollo dei consumi, e negli USA si riduce il sentiment del Consumatore per i problemi del mercato del lavoro e per l’impatto dei dazi. In questo contesto, i prezzi dairy stanno mostrando segnali di diminuzione. Si tratta, probabilmente, di una fase congiunturale più che strutturale, che riflette l’attuale combinazione di maggiore disponibilità e di una domanda incerta.
Mercato: USA e Ue tornano a spingere sull’offerta di latte
Negli Stati Uniti la produzione di latte è cresciuta del +3,4% a/a a luglio (24 Stati maggiori), sostenuta da mandrie più numerose e migliori rese per capo, e le previsioni ufficiali indicano ulteriore crescita nel 2025-26. In Europa il recupero è visibile soprattutto dove clima più favorevole e arretramento della Blue Tongue hanno tolto freni all’offerta. In Olanda, dopo il rimbalzo di luglio, ad agosto la melkaanvoer è salita del +4,8% a/a (1,160 mln t), con RVO che attribuisce il confronto favorevole anche al picco di BTV nel 2024. Anche Germania e Francia mostrano segnali di ripartenza: in Germania, nella settimana 32 le consegne sono risultate +2,2% sulla stessa settimana 2024 (tendenza proseguita a inizio settembre); per la Francia, le indagini settimanali FranceAgriMer indicano agosto ~+3% e un buon avvio di settembre. Sul fronte sanitario, i report europei confermano assenza di nuovi casi BTV in Olanda nel 2025, elemento che ha contribuito a normalizzare la raccolta latte rispetto allo shock 2024.
Domanda: Cina debole, sentiment Usa sottotono
La domanda nel primo semestre rimane incerta, spiega Clal: in Cina si continua a lottare contro il crollo dei consumi, e negli USA si riduce il sentiment del consumatore per i problemi del mercato del lavoro e per l’impatto dei dazi. Anche Rabobank evidenzia che la domanda globale resta molle: la Cina “sta ancora lottando con un calo dei consumi”; nel Sud-Est asiatico i segnali sono misti. Il quadro cinese è coerente con le comunicazioni ufficiali: il Ministero dell’Agricoltura di Pechino ha indicato surplus di latte e consumi frenati nella prima metà del 2025 (con progressiva normalizzazione attesa solo nella seconda).
