Mercato del latte: eccesso di offerta e prezzi in calo a livello globale. L’allarme degli analisti
Come raccontiamo ormai da settimane, il settore lattiero-caseario europeo e globale sta attraversando una fase di forte pressione sui prezzi, determinata da un picco produttivo di latte che sta superando la capacità di assorbimento della domanda. L’aumento dei volumi produttivi, registrato in diverse aree chiave, sta incidendo in modo diretto sui prezzi del latte alla stalla e sulle quotazioni dei principali prodotti lattiero-caseari. In Europa, il surplus di latte sta già avendo un impatto tangibile sui prezzi alla stalla, che mostrano una tendenza al ribasso in diversi mercati nazionali. La pressione sui prezzi riguarda anche alcuni prodotti trasformati, in particolare quelli più esposti alle dinamiche delle commodity.
Un picco produttivo a livello globale
Il quadro europeo si inserisce in una dinamica più ampia a livello mondiale: la produzione globale di latte ha raggiunto un livello particolarmente elevato, contribuendo a un eccesso di offerta che sta mettendo sotto stress l’intero mercato lattiero-caseario. Il surplus di latte si traduce in una maggiore disponibilità di prodotti trasformati destinati al commercio internazionale, come polveri di latte, burro e altri derivati. Le quotazioni di queste commodity mostrano segnali di flessione, riflettendo la difficoltà del mercato ad assorbire i volumi disponibili. La situazione è aggravata da una domanda internazionale che cresce in modo disomogeneo, con alcuni mercati importatori più prudenti negli acquisti e attenti ai prezzi.
I principali analisti lanciano l’allarme, avvertendo che questa attuale sovrabbondanza sta probabilmente inaugurando un periodo prolungato di prezzi deboli che metterà a dura prova la redditività lungo l’intera catena del valore.
D’altronde, l’enorme volume di questa accelerazione è proveniente contemporaneamente da tutte le principali regioni esportatrici. I produttori neozelandesi hanno stabilito nuovi record mensili per i solidi del latte da maggio a settembre, con ottobre che ha registrato la terza produzione più alta mai registrata. Questa crescita senza precedenti si riflette nell’emisfero settentrionale e in Sud America, con UE, Regno Unito e Stati Uniti che registrano anch’essi dati di crescita solidi e sincroni. Questa espansione collettiva è il motore principale della pressione che ora grava sui benchmark globali dei prezzi.
Rabobank: si deprezzano burro e polveri
L’erosione dei prezzi è quantificata e significativa: il burro ha registrato un calo del 9% dall’inizio di ottobre, posizionandosi al 24% al di sotto del massimo registrato all’inizio dell’anno. Inoltre, il latte intero in polvere e il formaggio stanno entrambi registrando cali di circa il 7% in questo trimestre, secondo il Global Dairy Quarterly Report di Rabobank. Questo rapido deprezzamento segna un netto e brusco cambiamento rispetto alla situazione di pochi mesi fa, quando i prezzi del burro erano vicini ai massimi storici a livello globale, a dimostrazione dell’estrema volatilità del mercato lattiero-caseario.
Nonostante tutto, i leader del settore stanno affrontando il contesto con una visione strategica a lungo termine. Fonterra, pur annunciando una previsione al ribasso per il 2026 per il prezzo del latte alla stalla (4,47-4,96 €/kg MS, in calo rispetto al precedente record di 5,04 €/kg MS), ha contemporaneamente rivelato i piani per aumentare la produzione di burro in uno stabilimento neozelandese. Questa azione indica una decisione strategica di sfruttare quella che il più grande esportatore mondiale di prodotti lattiero-caseari considera una crescente domanda globale a lungo termine di alimenti naturali, bilanciando l’attuale volatilità con la fiducia nelle tendenze durature dei consumatori.
