Latte, sempre più giù il prezzo dello spot. Il ministro Lollobrigida presenta un piano contro l’eccesso di offerta
In Italia, il 2026 si è aperto con il prezzo del latte spot ai minimi e una filiera sotto pressione. In poche settimane le quotazioni all’ingrosso sono scese di altri 3 centesimi al litro, attestandosi intorno a 27 euro/100 kg (circa 27 centesimi al litro) secondo gli ultimi aggiornamenti del Milk Market Observatory.
La caduta del prezzo – iniziata già nell’autunno 2025 e proseguita a dicembre – ha portato il tema in Parlamento e sul Tavolo del latte istituito dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), dove il ministro Francesco Lollobrigida ha presentato una proposta di “piano italiano contro la crisi del latte” da portare al prossimo Consiglio Agrifish a Bruxelles.
Latte: cosa prevede il “piano italiano”
Secondo quanto comunicato dal Masaf, il cosiddetto pacchetto italiano ruota attorno a cinque linee di intervento, tutte da attivare a livello Ue:
- Riduzione volontaria della produzione
L’Italia chiederà a Bruxelles un programma di finanziamenti per incentivare gli allevatori che accettano di ridurre volontariamente i volumi di latte conferiti, sulla falsariga dello schema adottato nel 2016 dopo la fine delle quote latte. L’obiettivo è alleggerire l’offerta per riequilibrare il mercato. - Aiuti per l’ammasso privato
Il piano prevede un fondo europeo per l’ammasso privato di formaggi, burro e latte UHT, così da sottrarre temporaneamente prodotto dal mercato e stabilizzare i prezzi. L’intervento riguarderebbe sia le DOP sia i prodotti commodity, in funzione delle specifiche misure che la Commissione eventualmente approverà. - Sostegno finanziario alle aziende
Tra le proposte figurano anche strumenti dedicati a garantire liquidità alle imprese della trasformazione e alle cooperative maggiormente colpite dalla caduta delle quotazioni, attraverso linee di credito agevolate e garanzie pubbliche. - Estensione del paniere per il Fondo indigenti
Il Masaf punta ad ampliare la gamma dei formaggi ammessi al Fondo europeo di aiuti agli indigenti, per aumentare gli sbocchi “sociali” delle eccedenze lattiero-casearie. Il ritiro di prodotto verrebbe così collegato alle politiche di contrasto alla povertà alimentare. - Campagne di promozione in Italia e all’estero
Il pacchetto è completato da nuove campagne promozionali sul consumo di latte e derivati – sia sul mercato interno, sia all’estero – con il supporto di Ice ed eventualmente di fondi europei per la promozione dell’agroalimentare.
Al Tavolo del latte, dove siedono organizzazioni agricole, rappresentanze cooperative e industriali, le principali sigle hanno espresso apprezzamento per l’impostazione del piano, sottolineando la necessità di interventi rapidi per evitare chiusure di stalle e ulteriori tensioni sulla catena del valore.
Latte: dall’intesa sul prezzo al piano di crisi
Il nuovo intervento politico arriva a poche settimane dall’intesa sul prezzo di riferimento del latte alla stalla per il primo trimestre 2026, raggiunta al Masaf lo scorso 10 dicembre: l’accordo indicava 54 centesimi al litro per gennaio, 53 per febbraio e 52 per marzo, con l’impegno – non vincolante – a non disdire i contratti in essere e a chiedere misure di crisi a livello europeo.
Nella pratica, però, la dinamica del mercato è andata nella direzione opposta: mentre l’intesa veniva presentata come un segnale di stabilizzazione, il latte spot ha continuato a scendere, fino ai 27 euro/100 kg delle ultime rilevazioni. L’accordo “a 54 centesimi” di fatto non è mai entrato davvero in vigore nella realtà quotidiana delle contrattazioni, superato dal mercato.
Prossime tappe: Agrifish e risposta Ue
Il Masaf porterà il dossier al prossimo Consiglio “Agrifish”, chiedendo alla Commissione europea di attivare misure straordinarie per il settore lattiero-caseario, in un contesto in cui anche altri Paesi membri segnalano tensioni sul mercato del latte. L’esito del confronto a Bruxelles sarà determinante per capire se il pacchetto italiano troverà sponda presso altri Stati membri e la Commissione; quali strumenti verranno effettivamente attivati, e con quali dotazioni, e in che misura gli interventi comunitari potranno attenuare, nel breve periodo, la pressione sulla filiera, visto il quadro di surplus di latte europeo e globale.
