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Latte: il prezzo Ue resta elevato. Timori anche per i prossimi mesi

La questione del prezzo del latte è probabilmente la più spinosa per il settore lattiero caseario europeo, nonostante se ne parli molto poco rispetto ad altri periodi. Il perché è presto detto: mai i prezzi sono stati così elevati. Se, dunque, il settore primario non ha particolari richieste da avanzare alla trasformazione, è quest’ultima ad accusare il colpo di quotazioni che, di fatto, mettono la Ue fuori dal mercato mondiale. Nel primo trimestre del 2025, spiega l’analista Mirco De Vincenzi di Clal.it, il prezzo del latte alla stalla in UE si conferma su livelli elevati. Il grafico elaborato da Clal.it confronta l’andamento del prezzo con due indicatori teorici che stimano la valorizzazione del latte trasformato in Formaggio Edamer (curva arancione) e SMP + Burro (curva rossa).

Scrive De Vincenzi: “Dopo un leggero rallentamento ad inizio anno, dovuto alla flessione del prezzo del burro, entrambi gli indicatori restano su valori storicamente alti. Questi indici sono strumenti preziosi per anticipare l’evoluzione del prezzo del latte alla stalla.

La minore offerta di latte in UE, legata ad aspetti di tipo sanitario (la presenza di Blue Tongue e i focolai di afta epizootica, in particolare nell’Europa Centro-Orientale e nel Centro-Nord dell’Ue), potrebbe continuare a mantenere sostenuti i prezzi anche nei prossimi mesi.

Quanto alla questione meteo-climatica, ad oggi i timori legati alla siccità si sono allontanati, dopo un avvio di anno che aveva fatto temere una possibile minore disponibilità idrica. Questo significa per gli allevatori e l’anello della trasformazione poter contare su una materia prima di buona qualità, requisito fondamentale per prodotti a maggiore valore aggiunto”.