Cina: cresce l’import di burro. Ma cala quello di formaggi Ue
Torna a splendere il sole anche sulle importazioni cinesi di prodotti lattiero-caseari. A marzo sono aumentate per il quarto mese consecutivo, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari, trainate principalmente da siero e WMP. Il butteroil è stata l’unica categoria a registrare un calo. Nel primo trimestre, le importazioni totali in Milk Equivalent sono aumentate del 13% rispetto allo stesso periodo 2024, sostenute da una solida domanda di siero e di burro.
Cina: come hanno performato i prodotti lattiero caseari
L’import di siero, dopo un leggero calo nel 2024, ha registrato una ripresa nel primo trimestre del 2025 a beneficio di tutti i principali fornitori, in particolar modo USA e UE. La Bielorussia ha segnato una crescita moderata (+9%), l’Argentina ha raddoppiato i propri volumi e la Turchia ha registrato l’aumento più significativo, passando dalle 300 tonnellate nel primo trimestre del 2024 alle 11.040 tonnellate nello stesso periodo 2025. Le importazioni di WMP sono aumentate del 31% mar.’25/mar.’24, compensando le due perdite mensili consecutive. Il fornitore numero uno, la Nuova Zelanda, è stato il principale beneficiario. L’import di latte scremato in polvere è rimasto stabile a marzo, lasciando in perdita il primo trimestre a causa della debolezza di gennaio. L’aumento delle spedizioni dalla Nuova Zelanda, che copre l’80% del fabbisogno cinese, è stato compensato dal calo da Bielorussia, Svizzera e Stati Uniti. La UE ha mostrato una modesta ripresa dopo il crollo del 2024. Le importazioni di formaggio sono aumentate, soprattutto da Nuova Zelanda e Australia, sia a marzo che nel primo trimestre, mentre i volumi da UE e Stati Uniti sono diminuiti. L’import di burro è aumentato, come ogni mese da ottobre, trainato dalla forte domanda di prodotti neozelandesi. I volumi di butteroil, invece, dopo tre mesi di crescita, a marzo sono diminuiti.

Per quanto riguarda le esportazioni, la Cina ha spedito 4.600 tonnellate di WMP a marzo, principalmente in Venezuela, Singapore e Nigeria, e quasi 12.000 tonnellate nel primo trimestre, delle quali il 37% nel Sud-est asiatico. Anche l’export di burro ha registrato un andamento positivo nei primi tre mesi dell’anno, con l’80% dei volumi diretti verso i Paesi MENA, principalmente il Bahrein.
