India e Nuova Zelanda verso un accordo commerciale. E i prodotti lattiero caseari?
Nei giorni scorsi, il primo ministro della Nuova Zelanda Christopher Luxon ha annunciato l’intenzione di firmare un accordo di libero scambio con l’India entro i prossimi due mesi. Questo accordo commerciale potrebbe rimodellare il mercato lattiero-caseario globale, aprendo nuove opportunità per la Nuova Zelanda e riflettendosi anche sull’Unione europea. Si tratta, in realtà, di una ripresa dei negoziati tra India e Nuova Zelanda, che avviene in un contesto globale davvero incerto. Entrambi i paesi sono alla ricerca di spazi commerciali alternativi per evitare di subire in maniera eccessiva i dazi di Trump, ma si tratta anche di realtà profondamente diverse, anche nel settore lattiero caseario. Se la Nuova Zelanda è un player significativo e totalmente votato all’export, la situazione in India, primo produttore di latte al mondo, è completamente diversa e nel paese l’allevamento è piuttosto una faccenda di sopravvivenza che di business. Difficile immaginare, dunque, che l’apertura reciproca possa rappresentare un vantaggio commerciale per entrambe, almeno nell’immediato futuro.
Secondo i dati del ministero del Commercio indiano, il volume degli scambi bilaterali fra i due paesi ha raggiunto 1,2 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita del 30% su base annua. Con l’accordo, il governo indiano punta a decuplicare il valore di questi scambi nel prossimo decennio, ma proprio i prodotti lattiero caseari potrebbero rappresentare un ostacolo ai negoziati: l’India ha sempre mostrato resistenza nell’abbassare i dazi su prodotti agricoli e lattiero-caseari, per tutelare i suoi milioni di piccoli produttori locali. Ma certamente, la Nuova Zelanda ha nell’export lattiero-caseario uno degli obiettivi di questo accordo. Anche la disparità fra i due paesi è abbastanza significativa: se l’India è un paese popoloso con una economia dinamica, cosa offre sul piatto la Nuova Zelanda?
India e Nuova Zelanda: ecco i termini dell’accordo su cui si tratta
L’accordo, che abbassa le barriere tariffarie per i prodotti lattiero-caseari neozelandesi, pone ovviamente anche delle sfide per gli allevatori indiani, che potrebbero essere colpiti dalla maggiore concorrenza estera. Fatto, questo, che ha sempre tenuto chiuse le porte indiane ai prodotti lattiero caseari esteri.
L’apertura del mercato indiano rappresenta ovviamente una grande opportunità per i prodotti lattiero-caseari neozelandesi, che avrebbero a disposizione il più grande consumatore di latticini al mondo. Riducendo le tariffe sulle importazioni dalla Nuova Zelanda, l’accordo facilita il loro accesso al mercato indiano e conferisce loro un vantaggio competitivo in termini di prezzo.
La Nuova Zelanda, con la sua forte industria lattiero-casearia, vede in questo accordo un’opportunità per aumentare le sue esportazioni, soprattutto per prodotti come latte in polvere e burro. Tuttavia, l’apertura del mercato indiano ai prodotti lattiero-caseari esteri mette a rischio la stabilità dei piccoli produttori di latte indiani. Già in difficoltà a causa della bassa meccanizzazione, delle basse rese e degli alti costi di produzione, potrebbero vedere i prezzi del latte scendere di fronte alla concorrenza dei prodotti importati dalla Nuova Zelanda. Ciò non influenzerebbe solo la loro redditività, ma anche la vita di milioni di persone che dipendono dal latte come principale fonte di reddito.
