Il lupo non è più “rigorosamente protetto”. La Ue: “In alcune regioni europee i branchi sono diventati un vero pericolo”
Sono davvero molti anni che quello del lupo, in tante zone d’Italia, è diventato un problema davvero serio per gli allevatori. Tanto da portare all’aumento dei prezzi e alla mancanza di prodotti, come accaduto al Pecorino Toscano, o all’abbandono dell’allevamento di certi animali, come le capre. Ma le cose, adesso, potrebbero cambiare, almeno in quelle regioni dove non è più possibile arginare il problema. Venerdì 7 marzo, infatti, è entrata in vigore ufficialmente la Convenzione di Berna, strumento giuridico internazionale vincolante in materia di conservazione della natura, modificata lo scorso dicembre proprio per inserire il declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a specie “protetta”. Per questo, la Commissione Europea ha proposto un cambiamento della direttiva Habitat che sta trovando l’opposizione di alcune associazioni ambientaliste.
“La protezione dei lupi”, ha spiegato Jessika Roswall, Commissaria per l’ambiente, “ha permesso alla specie di riprendersi dalla quasi estinzione negli ultimi decenni. Tuttavia, ora ci troviamo di fronte a una realtà mutevole con un gran numero di lupi in alcuni paesi dell’UE. La modifica proposta oggi nello status di protezione del lupo da rigorosamente protetto a protetto ai sensi della Direttiva Habitat darà agli Stati membri la flessibilità di gestire le popolazioni di lupi. Ciò non modifica l’obbligo legale degli Stati membri di proteggere la specie e preservarne le popolazioni”. Insomma, la modifica non significa certamente ‘caccia aperta’ al lupo.
Lupo: cosa succede adesso
La Commissione europea ha proposto una modifica mirata degli allegati IV e V della Direttiva Habitat per adeguarsi al cambiamento dello status di protezione del lupo, sollecitato proprio dalla Ue, che dovrebbe offrire una maggiore flessibilità agli Stati membri nella gestione delle popolazioni locali, perché possano adottare misure adattate alle varie situazioni. Le misure di conservazione e gestione degli Stati membri dovranno quindi comunque raggiungere e mantenere uno status di conservazione favorevole. Inoltre, gli Stati membri avranno la possibilità eventualmente di mantenere un livello più elevato di protezione di questo grande carnivoro, se ritenuto necessario ai sensi della legislazione nazionale.
“In alcune regioni europee”, ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “i branchi di lupi sono diventati un vero pericolo, soprattutto per il bestiame. Oggi proponiamo una modifica della legge dell’UE che aiuterà le autorità locali a gestire attivamente le popolazioni di lupi, proteggendo al contempo sia la biodiversità che i nostri mezzi di sostentamento rurali“. Inoltre, secondo la Convenzione di Berna e la Direttiva Habitat dell’UE, se una specie è “protetta” (invece di “strettamente protetta”), la caccia può essere autorizzata, sempre tenendo conto della conservazione delle popolazioni. La proposta di modifica della Commissione degli allegati della direttiva Habitat dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
