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Giappone: a luglio l’import dairy cresce del 14%. In testa il formaggio australiano

Dopo una performance debole nel primo semestre e un calo complessivo del 10% nel 2023 rispetto al 2022, le importazioni del Giappone sono rimbalzate a luglio, mettendo a segno una crescita del +15% in Milk Equivalent, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Le buone notizie arrivano per tutte le categorie di prodotti lattiero caseari, ad eccezione del WPC, che sono aumentate in maniera significativa, con il formaggio in testa.

Le importazioni di formaggi, infatti, sono cresciute del 14% lug.’24 rispetto a lug.’23, soprattutto grazie alle spedizioni da Stati Uniti e, in misura minore, Australia. Anche l’UE ha esportato volumi superiori, compensando il calo dei prodotti neozelandesi. Nei primi sette mesi dell’anno, l’Australia ha guadagnato terreno sulla Nuova Zelanda, diventando di nuovo il primo fornitore di formaggio del Giappone. I volumi dell’UE sono stati in linea con quelli dell’anno scorso, mentre quelli degli Stati Uniti sono aumentati. L’import di siero è tornato a crescere dopo il calo di giugno, con maggiori volumi provenienti da UE, Australia e Stati Uniti. I quantitativi interessati sono quasi pari a quelli elevati del 2022.
Le importazioni di burro sono in ripresa dal secondo semestre del 2022 e continuano a migliorare grazie in particolar modo alle spedizioni neozelandesi. L’import di Smp continua a salire, tuttavia è giusto notare che questo trend è influenzato da anni di forte contrazione.