Export Ue: dairy in flessione, nel 2024. Ma i formaggi volano
Export Ue: non sono buone, nel complesso, le notizie relative al dairy. Dopo un buon 2023, nel 2024 le esportazioni Ue delle principali categorie di prodotti lattiero caseari sono infatti tornate in territorio negativo. Si sono registrate perdite per SMP, WMP e grassi butirrici, questi ultimi a causa dei prezzi del burro elevati e da una continua attenzione alla caseificazione. L’export di formaggio è rimasto solido, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari, e quello di siero ha registrato una ripresa dopo un deludente 2023. Gli Stati Uniti e il Sud-est asiatico hanno svolto un ruolo chiave per tamponare il calo dei Paesi MENA, della Cina e del Giappone.

Export Ue, i flussi prodotto per prodotto
I flussi di formaggio sono rimasti forti, in linea con i volumi del 2023 e solo dell’1% al di sotto dei livelli record del 2020. Regno Unito e Stati Uniti hanno giocato un ruolo fondamentale in dicembre, compensando le persistenti debolezze del Giappone. La ripresa dell’export di formaggio australiano e il migliore accesso al mercato nell’ambito dell’accordo di libero scambio tra Giappone e Australia, infatti, hanno causato una perdita di quote di mercato per la UE in questo segmento. Nel 2024, il forte calo delle esportazioni verso il Giappone (-21%) e, in misura minore, il Cile (-30%) è stato bilanciato da una crescita delle spedizioni verso gli Stati Uniti (+12%), i Paesi MENA, la Svizzera, l’Ucraina e il Canada.
Le esportazioni di burro, dopo un primo semestre debole, sono migliorate nel secondo, principalmente grazie al frontloading statunitense. Gli Stati Uniti hanno rappresentato il 26% delle spedizioni di formaggio comunitario nel 2024, segnando un aumento del 41%, mentre il Regno Unito si è approvvigionato solo del 21% (+9%). Inoltre, nel 2024 è stato esportato più burro in Cina.
L’export di SMP, dopo una ripresa nel 2023, è diminuito nel 2024. Novembre e dicembre hanno visto un leggero aumento, ma solo perchè paragonati agli scarsi livelli dell’ultimo bimestre del 2023. La Cina e, in misura minore, Malesia, Bangladesh, Thailandia e Arabia Saudita, hanno guidato il calo annuale, compensando la forte crescita nelle Filippine, in Nigeria e nella regione MENA. La domanda algerina di SMP comunitario è stata particolarmente forte nel 2024, assorbendo il 23% del prodotto UE esportato nel mondo.
Anche i flussi di WMP, nel 2024, sono scesi in territorio negativo dopo una ripresa nel 2023. Svizzera e Cina sono state tra le poche destinazioni in cui i volumi non sono calati, mentre Algeria e Africa subsahariana sono state i principali motori della contrazione. Le esportazioni di siero sono aumentate nel 2024, dopo un calo nel 2023, con guadagni in tutte le principali destinazioni, guidate da Indonesia, Cina (con il 29% di quota di mercato) e Filippine.
Quanto all’import, dopo tre anni di graduale declino, gli ingressi di formaggio nella Ue sono saliti nel 2024, soprattutto grazie a Svizzera, Regno Unito, Ucraina e Islanda. Nonostante l’accordo di libero scambio, nel 2024 sono entrate nella UE, dalla Nuova Zelanda, solo 515 tonnellate di formaggio e 683 tonnellate di burro. Infatti, la UE ha importato più burro dall’Australia (1.142 tonnellate), con la quale non è stato firmato alcun accordo commerciale. Il calo dell’import di burro è stato principalmente determinato da volumi più piccoli provenienti da Regno Unito e Nuova Zelanda.
