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Export lattiero-caseario Ue: a novembre 2025 crescono quasi tutte le categorie, tranne il siero

Novembre 2025 fotografa una Ue che sta spingendo più prodotto sui mercati esteri, con l’SMP come locomotiva grazie alla domanda MENA, mentre alcune categorie (siero) mostrano già segnali di maggiore fragilità sul lato asiatico, secondo il report Trade data Monitor analizzato da Assocaseari. Tra i segnali di mercato più interessanti, spicca anche la caseina, in forte crescita: 8.298 tonnellate a novembre (in aumento del 61% su base annua) e 63.083 tonnellate YTD (in aumento del 20%). Nonostante un dazio aggiuntivo del 15%, gli Stati Uniti mostrano una ripresa importante a novembre (in aumento del 64% su base annua) e risultano il principale contributore della crescita da inizio anno.

Il quadro di novembre rafforza una dinamica già vista nelle ultime settimane del 2025: la maggiore competitività di prezzo dell’Unione europea sta favorendo il recupero di quote soprattutto su SMP, con un ruolo crescente di MENA come area “stabilizzatrice” della domanda. A novembre, le esportazioni Ue27 aumentano in modo diffuso. Tra i principali prodotti:

  • Formaggio: 121.133 tonnellate, in aumento del 6% su base annua; da inizio anno 1.287.956 tonnellate, in aumento dell’1%. La crescita mensile è sostenuta da domanda più alta da Corea del Sud, Giappone, Cina e Marocco. Su base YTD, il Regno Unito resta il principale contributore, compensando i cali verso Cile, Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud.
  • Burro: 21.768 tonnellate, in aumento del 7% su base annua; YTD 226.056 tonnellate, sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Le spedizioni verso gli Stati Uniti restano solide, con una crescita del 2% su base annua; il recupero mensile è legato soprattutto alla ripresa della domanda MENA da agosto.
  • SMP: 68.309 tonnellate, in aumento del 35% su base annua; YTD 731.850 tonnellate, in aumento del 10%. La spinta di novembre arriva da MENA, in particolare Algeria, Egitto e Arabia Saudita. Aumentano anche i flussi verso Sud-Est asiatico e Africa subsahariana (con Senegal tra i driver).
  • WMP: 15.285 tonnellate, in aumento del 29% su base annua; YTD 157.910 tonnellate, in calo del 18%. Il dato di novembre segnala un rimbalzo dopo una lunga fase debole, sostenuto da domanda MENA, con Kuwait e Algeria tra i mercati citati.
  • Siero: 61.567 tonnellate, in calo del 6% su base annua; YTD 698.453 tonnellate, in aumento del 2%. A novembre le spedizioni scendono dopo tre mesi di crescita: il calo mensile è spiegato soprattutto da riduzioni verso Cina e Regno Unito e da una contrazione verso il Sud-Est asiatico (in particolare Indonesia e Thailandia), parzialmente compensata da aumenti in Malesia, Vietnam e Filippine.

Import lattiero-caseario Ue: rallenta l’attrazione per prodotto neozelandese, burro ancora forte su base annua

Sul fronte importazioni, a novembre si osserva una domanda complessiva più attenuata di prodotto neozelandese. Alcuni segnali chiave:

  • Burro: 2.033 tonnellate importate a novembre, in aumento del 39% su base annua; YTD 30.702 tonnellate, in aumento del 158%. Dopo il picco estivo, il ritmo mensile rallenta. A novembre il principale fornitore è Stati Uniti(844 tonnellate), seguiti da Regno Unito (764 tonnellate) e Norvegia (387 tonnellate). Su base YTD, il Regno Unito pesa per il 40% delle importazioni di burro (contro il 67% nel 2024), mentre Ucraina, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Norvegia guadagnano quote.
  • Formaggio: 17.186 tonnellate, stabile su base annua; YTD 181.001 tonnellate, in aumento del 5%. La crescita da inizio anno è trainata da Nuova Zelanda, Svizzera, Norvegia e, in misura minore, Stati Uniti, compensando il calo dei volumi dal Regno Unito.
  • Butteroil: 1.599 tonnellate, in calo del 19% su base annua; YTD 32.606 tonnellate, in aumento del 55%.
  • SMP: 3.136 tonnellate, in aumento del 9% su base annua; YTD 41.797 tonnellate, in aumento dell’11%.