Decreto agricoltura, Lollobrigida: “Non stabiliremo il prezzo minimo ma il costo medio di produzione”
Il decreto agricoltura è legge, dopo l’approvazione in via definitiva alla Camera con 148 si, 71 no e un astenuto. Molti i temi affrontati dal decreto fra cui quello, molto discusso, del costo medio di produzione, che varrà anche per il latte, sul quale il Ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida (foto), più volte sollecitato anche dal settore della trasformazione, ha precisato: “Noi non stabiliremo il prezzo minimo perché credo che un governo debba evitare di intervenire nelle logiche di mercato in maniera così stringente. Noi facciamo un altro tipo di operazione, quella di stabilire il costo medio di produzione, cioè quanto un imprenditore agricolo spende per produrre un determinato bene, dopodichè, all’interno della filiera, le contrattazioni debbono avvenire in forma scritta e su questo c’è e ci sarà un controllo sempre più serrato che coinvolge per esempio anche i mercati ortofrutticoli. Quando c’è un contratto di vendita in cui il prezzo scende sotto il costo medio di produzione c’è un controllo delle forze dell’ordine e degli ispettori”. Ismea è il soggetto preposto a questa quantificazione, in coordinamento con la Cabina di regia anti-frodi. “Si può verificare – ha spiegato Lollobrigida all’Agrifood Summit del Sole 24 Ore – che l’imprenditore agricolo abbia deciso, per ragioni soggettive e in piena libertà di impresa di vendere a un costo diverso da quello riferibile al costo medio di produzione, un’operazione del tutto regolare in termini di mercati. Se invece l’imprenditore agricolo è stato condizionato da un anello più forte della filiera a vendere a quel prezzo perché altrimenti viene escluso dal mercato o con altre forme di condizionamento, lì interviene la possibilità di sanzionare in maniera molto pesante e questa è un’altra delle cose che stiamo facendo: aumentare le sanzioni rispetto a questo dato e ovviamente rendere i controlli utili a fare prevenzione per casi analoghi”. Questo dovrebbe permettere sul breve periodo “di intervenire dove emerge il campanello di allarme di un contratto in violazione o potenziale di quello che è la giusta remunerazione per l’agricoltore. Auspichiamo che entro l’anno il meccanismo sia rodato”.
Decreto agricoltura: cosa prevede il provvedimento
Tante le novità introdotte dal decreto agricoltura, tra le quali misure per il contrasto del caporalato, con l’istituzione di una banca dati inter-operativa tra ministeri del Lavoro, Agricoltura, Interno, Inps, Inail, Agea, Istat ed Ispettorato nazionale del lavoro , per lo sviluppo di una strategia complessiva di contrasto e una banca dati degli appalti privati in agricoltura, con sanzioni amministrative fino a 15.000 euro, a carico del committente e dell’appaltatore per le violazioni della normativa nazionale. Prevista anche l’assunzione di nuovi 514 nuovi ispettori Inps e Inail. Per quanto riguarda invece gli impianti fotovoltaici a terra, è vietata l’installazione a terra su suolo agricolo, salvo deroghe che riguardano cave , miniere, aree in concessione di ferrovie e aeroporti, aree di rispetto delle autostrade, aree interne ad impianti industriali e discariche; aree sulle quali già insistono impianti, purché non comporti incremento della superficie già utilizzata; rimodulazione della tassazione per impianti a terra. Per fronteggiare il cambiamento climatico, sono stati stanziati 15 milioni di euro, previsti per il contrasto alla siccità e la tutela del patrimonio idrico nazionale e ristori per aziende che hanno subito danni, causati dalle frane conseguenti alle alluvioni in Emilia Romagna, Toscana e Marche. E ancora: aiuti per i produttori colpiti dalla moria dei kiwi, nuovi interventi per arginare la peste suina, con lo stanziamento di ulteriori 20 milioni di euro, oltre ai 50 già previsti da altre norme. Previsto anche il piano per contrastare le pratiche sleali e l’istituzione di un registro telematico dei cereali, un sistema di monitoraggio chiamato “Granaio d’Italia”.
