Dalle vacche all’alta cosmesi, grazie alle lumache: la storia di Antonio Pacelli e di Alvibio
C’è chi in questo mondo ci è nato e ci resta, anche durante i peggiori momenti, e chi invece ad un certo punto di prezzo del latte, costi e altri grattacapi finisce per non volerne sapere più. Questa è la storia di Antonio Pacelli (in foto) e di come un’azienda agricola dedita all’allevamento delle vacche da latte da sei generazioni, nel 2018 sia diventata un’azienda elicicola modello, la Alvibio, specializzata nell’allevamento delle pregiate lumache Helix Aspersa Muller. Incontriamo Antonio Pacelli dietro ad un banco da lavoro insieme ai pasticceri della scuola Dolce e Salato di Maddaloni, in una fiera del food. D’altronde, da novembre a marzo le lumache vanno in letargo e lasciano così spazio anche a qualche altra passione, come quella dell’alta pasticceria e della cucina. E infatti, di recente, Pacelli ha sostenuto con successo l’esame per diventare sous chef. E’ proprio lui a raccontarci la storia di Alvibio. “La nostra era un’azienda zootecnica di famiglia di medio-grandi dimensioni, ad Alvignano, in provincia di Caserta. Nel 2017, la crisi del latte ci ha portato a prendere una sofferta decisione: chiudere. Il prezzo del latte non consentiva di continuare il nostro lavoro; in quel momento la nostra azienda non trasformava ma conferiva il latte e l’aumento dei costi è stato insostenibile. Oggi, o diventi grande oppure sei una micro impresa che trasforma direttamente il proprio latte: le vie di mezzo stanno sparendo. E così ho deciso di diventare un piccolo allevatore, un allevatore di lumache”, spiega Pacelli.
Perché la scelta delle lumache?
Da piccolo, mi piacevano le lumache e gli amici che già sono allevatori mi hanno fatto appassionare sempre di più a questo mondo. Poi mi sono reso conto che davvero la bava di lumaca fa miracoli, sopratutto come antiage, quando il prodotto è puro e biologico come il nostro. Volevo restare in agricoltura ma allo stesso tempo cercavo qualcosa di diverso, di più moderno: così sono arrivate le lumache Helix Aspersa Muller. Attualmente posso contare su 2000 m² di terreno che mi consentono di realizzare un prodotto di nicchia, davvero difficile da trovare nel mondo: il siero di bava di lumaca biologica puro al 97%.
E la famiglia come l’ha presa?
La nostra è una nobile famiglia di proprietari terrieri da generazioni. La mia idea era proprio continuare l’attività della famiglia dando però una svolta, con il coraggio di abbandonare la storia e la strada nota da sei generazioni e iniziare un’avventura completamente diversa, scommettendo su una attività moderna. Non è stato semplice. Inizialmente, mio padre era un pò scettico: “Dalle vacche alle lumache”, mi diceva perplesso. Poi ha visto che qualcosa di positivo c’era e l’azienda cresceva e alla fine mi ha incitato a continuare. Ma non bisogna mollare sull’aspetto della qualità, questo l’ho capito subito ed è un principio sul quale non transigo.
Qual è l’obiettivo di Alvibio?
Prodotti di qualità per un target alto: questa è la mission della mia azienda. In questo settore, o proponi un prodotto davvero buono oppure non hai possibilità, soprattutto quando l’azienda è piccola e gestita direttamente, come è Alvibio e come voglio che resti. Sono io ad occuparmi della anche della parte commerciale e dei rapporti con i miei clienti, che sono sopratutto saloni di bellezza, cliniche estetiche e così via. I clienti li ho conquistati attraverso il passaparola e in maniera diretta, grazie alla qualità del mio prodotto. Per il futuro ho diversi progetti riguardo al packaging e alla gamma dei miei prodotti.

Parliamo di questi prodotti…
Quella di Alvibio è una gamma essenziale perché in realtà con il siero puro biologico al 97% si può fare davvero tutto, anche aggiungerlo ai prodotti abitualmente utilizzati nella propria beauty routine. Anche al packaging abbiamo dedicato molta attenzione, scegliendo un vetro scuro, fatto apposta per preservare al meglio le caratteristiche dei prodotti, e un’etichetta semplice caratterizzata da un inconfondibile blu Tiffany. A partire dalo siero, insieme ad un’azienda italiana di eccellenza che si occupa proprio della produzione di creme e cosmetici, abbiamo elaborato una crema mani e una crema per il viso antiage con bava di lumaca al 40%. Sono convinto che la bellezza cammina insieme all’agricoltura: la bava di lumaca è un prodotto che viene dalla terra.
Come funziona l’allevamento delle lumache Alvibio?
In realtà, l’allevamento delle lumache richiede pochissimi interventi: soprattutto è importante che in ogni momento le condizioni del suo ambiente siano ideali, cibo compreso. Il mio ciclo è totalmente biologico: non uso mangimi e le mie lumache si nutrono di verdure a foglia larga, come cicorie, bieta e cavolo. Le lumache Alvibio mangiano esattamente come in natura, quindi vivono nelle condizioni ideali per il loro benessere.
E come si ottiene la bava?
Nel caso di piccole produzioni artigianali come è, per scelta, la mia, la bava si ottiene in modo molto naturale: la lumaca non viene maltrattata, non si fa nessun trattamento che possa danneggiarla, non viene stressata. Infatti, vive tranquillamente tre o anche quattro anni. Ciò che davvero fa la differenza, dal punto di vista della qualità e anche del benessere dell’animale, sono il suo habitat e quello che mangia. E io curo in modo maniacale questi aspetti: in estate, le lumache richiedono molto più lavoro perché bisogna bagnare l’erba e rendere più umido, in generale, l’ambiente nel quale vivono. D’inverno, da novembre a marzo, la lumaca invece va in letargo. Scava un piccolo buco nel quale si rifugia, riposando fino a che il sole non scalda abbastanza la terra sotto cui sta dormendo, segno che è arrivato il momento di uscire dal letargo. Il picco produttivo dunque è in estate; la bava poi si conserva nella cella per poterla utilizzare e trasformare durante tutto l’anno.
