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Dairy: l’autosufficienza cinese ridisegna il commercio mondiale

La crescente autosufficienza della Cina nella produzione dairy sta avendo una profonda influenza sul commercio lattiero-caseario globale, secondo il report Rabobank. Poiché in Cina si realizzano più prodotti lattiero-caseari a livello nazionale, la Nuova Zelanda è costretta a cercare mercati alternativi per le sue esportazioni di latte intero in polvere, portando a una maggiore concorrenza globale nelle esportazioni dairy e a prezzi del latte in polvere inferiori alla media.

L’enorme risultato raggiunto dalla Cina nell’autosufficienza nella produzione di latte, con l’incredibile cifra di 11 milioni di tonnellate tra il 2018 e il 2023, ha lasciato un segno indelebile nel settore lattiero-caseario globale. Le importazioni di latte intero in polvere (WMP) del Paese sono crollate da una media di 670.000 tonnellate tra il 2018 e il 2022 a sole 430.000 tonnellate nel 2023.

Mary Ledman, stratega globale per i prodotti lattiero-caseari presso Rabobank, descrive il settore lattiero-caseario globale come una fila di tessere del domino, con la domanda cinese che rappresenta la prima, seguita dall’offerta della Nuova Zelanda e infine da un prodotto chiave: la WMP. “Se la domanda della Cina diminuisce, si innesca una reazione a catena, facendo cadere ogni successiva tessera del domino. Ciò ha inevitabilmente intensificato la concorrenza tra le regioni esportatrici di prodotti lattiero-caseari esistenti e ha portato a prezzi globali del latte in polvere inferiori alla media”, afferma Ledman.

Dairy: le strategie della Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda rappresenta meno del 3% della produzione mondiale di latte vaccino, ma oltre il 25% del commercio mondiale di prodotti lattiero-caseari. Essendo il principale esportatore di prodotti lattiero-caseari in Cina, deve ora trovare mercati alternativi per l’equivalente latte di quasi 150mila tonnellate di WMP. Quasi 1,3 milioni di tonnellate di latte – equivalenti al 6% della produzione annua di latte della Nuova Zelanda – sono oggi alla ricerca di nuove destinazioni di importazione sotto forma di WMP, latte scremato in polvere (SMP), materia grassa del latte e formaggio.

Le esportazioni di WMP della Nuova Zelanda hanno raggiunto il picco nel 2021 a causa della forte domanda della Cina, che è diminuita negli anni successivi. In risposta, la Nuova Zelanda ha modificato la propria strategia di esportazione, aumentando le esportazioni di SMP, materia grassa butirrica e formaggio, compensando un calo di 255mila tonnellate nelle esportazioni di WMP tra il 2021 e il 2023.

Nel 2022 e nel 2023, la Nuova Zelanda ha moltiplicato le sue importazioni di WMP anche verso l’Algeria, il secondo importatore di WMP al mondo. “Ciò ha fatto sì che il domino delle forniture lattiero-casearie della Nuova Zelanda si riversasse a cascata sul mercato europeo, il tradizionale fornitore di WMP e SMP per l’Algeria”, spiega Ledman. “Anche la Nuova Zelanda ha deviato il latte da WMP a SMP, con un conseguente aumento di quasi il 40% delle sue esportazioni totali di SMP dal 2021 al 2023, esercitando pressioni sulle esportazioni di SMP dall’UE e dagli Stati Uniti”.

Una sfida per gli esportatori

La crescente produzione cinese di latte e prodotti lattiero-caseari offre opportunità alle aziende che si occupano di salute degli animali, genetica, nutrizione, gestione del letame e attrezzature per la mungitura e la lavorazione. Anche se è dubbio che la Cina diventi un esportatore netto di prodotti lattiero-caseari, afferma Ledman, “ciò rappresenta tuttavia una sfida significativa per le principali regioni esportatrici di prodotti lattiero-caseari, che hanno un’esposizione significativa al mercato cinese e dovranno continuare ad adattarsi ai cambiamenti del mercato. Mentre il costo di produzione avrà un ruolo nella competitività, catene di approvvigionamento più brevi e un maggiore protezionismo commerciale potrebbero potenzialmente compensare questi costi. La maggiore autosufficienza della Cina può servire da esempio per altri paesi che mirano a ridurre la dipendenza dal commercio”.

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