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Centro Latte Bressanone: dalla Ue oltre 18 milioni di euro per mozzarella, ricotta e burrata dall’Alto Adige

La Commissione europea ha approvato una misura italiana da 18,2 milioni di euro di aiuti di Stato a favore di Brimi – Centro Latte Bressanone Società Agricola Cooperativa, realtà cooperativa altoatesina specializzata in mozzarelle e freschi. L’intervento, notificato da Roma a Bruxelles e valutato secondo le norme sugli aiuti di Stato, sarà erogato sotto forma di sovvenzione diretta per finanziare un importante piano di investimenti industriali.  

La decisione della Commissione europea

Secondo quanto comunicato dalla Commissione, la misura rientra nel quadro dell’articolo 107(3)(c) TFUE e degli Orientamenti 2023 sugli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali. Bruxelles ha ritenuto il sostegno “necessario, appropriato e proporzionato” per conseguire l’obiettivo di sviluppo del settore lattiero-caseario locale, con impatto limitato sulla concorrenza e sugli scambi all’interno dell’Unione.  L’aiuto è identificato con il numero di pratica SA.119750 nel registro europeo degli aiuti di Stato. La Commissione sottolinea che la misura è coerente con gli obiettivi della Politica agricola comune, in particolare sul fronte della competitività delle filiere, della sostenibilità e del presidio delle aree rurali di montagna.  

La cooperativa Brimi–Centro Latte Bressanone

Beneficiaria della misura è Centro Latte Bressanone Società Agricola Cooperativa, meglio conosciuta sul mercato con il marchio Brimi. Con sede a Varna (Bolzano), la cooperativa raccoglie latte di montagna da circa 1.000 soci agricoltori, in prevalenza piccole aziende che gestiscono una quindicina di vacche ciascuna.  

Nata dalla fusione delle storiche latterie di Sciaves e Bressanone, Brimi ha puntato dalla fine degli anni Settanta sulla specializzazione nella mozzarella. Da una produzione di circa 1.000 tonnellate annue nel 1986, oggi lo stabilimento lavora oltre 310 tonnellate di mozzarella a settimana, affiancate da ricotta, mascarpone e altri freschi destinati sia al mercato italiano sia all’export in più di 30 Paesi.  

Effetti attesi sulla filiera altoatesina

Per Bruxelles, l’investimento avrà un “duplice effetto positivo”: da un lato rafforzerà il settore lattiero-caseario in Alto Adige aumentando la domanda di latte conferito dagli allevatori soci, dall’altro contribuirà a rendere più sostenibile e competitiva la trasformazione, grazie a impianti modernizzati e a un migliore sfruttamento dei sottoprodotti.  

Nel complesso, l’operazione si inserisce nel quadro più ampio degli aiuti di Stato nazionali a favore delle cooperative lattiero-casearie, utilizzati per sostenere investimenti strutturali in aree di montagna dove il costo di produzione del latte è elevato e il presidio del territorio rurale è considerato un obiettivo di interesse pubblico.