Burro e formaggi: crescono ancora i prezzi all’ingrosso
Diffusi segnali di rialzo, a settembre, per i prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari. L’indice realizzato da Unioncamere e BMTI ha mostrato un ulteriore rincaro per il burro e i formaggi, fra i prodotti lavorati, e rialzi mensili per frutta e ortaggi, per le carni di bovino e di pollame e per le uova nei freschi. Sostanziale stabilità per l’olio di oliva e gli sfarinati di grano e riso.
Entrando nello specifico, per quanto riguarda i trasformati del settore lattiero caseario, tra le materie grasse derivate dal latte si è registrato un ulteriore aumento del prezzo all’ingrosso del burro (+15% su base mensile): i prezzi sono più che raddoppiati rispetto ad un anno fa. Tali aumenti riflettono i forti rialzi dei prezzi osservati nei mercati chiave europei, Germania in primis, dove il burro ha raggiunto livelli record a causa di una disponibilità limitata del prodotto a livello comunitario. Aumenti ulteriori a settembre anche per i formaggi a lunga stagionatura (+1,3% rispetto ad agosto). Crescono anche i formaggi a stagionatura media (+1,4%) e, in misura maggiore, i formaggi freschi e latticini (+2,9%).
Per quanto riguarda il settore ortofrutticolo, sono stati due i fattori che hanno impresso aumenti ai prezzi. Da un lato, l’abbassamento delle temperature registrato dopo la prima decade di settembre ha determinando una maggiore richiesta di prodotti autunnali. Dall’altro, diverse coltivazioni estive sono state colpite dal prolungato caldo estivo. Tra le carni, aumentano quelle di pollo (+6,4% rispetto al mese precedente e +3,4% rispetto al 2023) e tacchino (+5,2% rispetto a settembre e +12,3% rispetto a un anno fa), spinti da una domanda superiore alle disponibilità di prodotto. Cresce anche la carne di bovino adulto (+4,4% rispetto ad agosto). Il comparto bovino è alle prese con una minore disponibilità di capida ristallo, legata anche ai minori arrivi dalla Francia, elemento che sta imprimendo tensioni al mercato. Tra i prodotti zootecnici, aumentano del 2,2% rispetto al mese precedente i prezzi delle uova allevate a terra, sostenuti da una domanda superiore all’offerta. Infine, rimane stabile l’olio d’oliva (+0,1% rispetto ad agosto) in attesa delle quotazioni dei prodotti della nuova annata, che, in Italia, si prevede possa subire una significativa contrazione rispetto alla precedente.
