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Gran Bretagna, crescono le vendite di yogurt (+7,2%), formaggi (+1,8%) e latte intero (+3,1%)

Salute, proteine, praticità e una crescente attenzione ai prodotti meno processati stanno cambiando gli acquisti dairy in Gran Bretagna. Nelle 12 settimane terminate il 3 ottobre i volumi di yogurt, yogurt drink e fromage frais sono cresciuti del 7,2% e quelli dei formaggi vaccini dell’1,8%. Il latte complessivamente perde lo 0,4%, ma l’intero va in controtendenza con un +3,1%, mentre calano parzialmente scremato e scremato. Nel formaggio avanzano cottage cheese, soft cheese, specialty e formati snack.

Il dairy britannico cresce anche se non tutto nello stesso modo. I nuovi dati del Dairy Retail Dashboard di AHDB mostrano che il consumatore sta spostando gli acquisti verso categorie con un posizionamento legato a salute, proteine, praticità e, in alcuni casi, maggiore naturalità percepita. Nelle 12 settimane fino al 3 ottobre 2026, infatti, i volumi complessivi dei prodotti dairy vaccini acquistati nella distribuzione britannica sono aumentati dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la spesa è salita dell’1,4%. A trainare sono soprattutto yogurt e formaggi.

lo yogurt cresce del +7,2%

La categoria che registra la crescita più netta comprende yogurt, yogurt drink e fromage frais: +7,2% a volume e +9,7% a valore. Dietro il dato medio ci sono differenze molto marcate. Lo yogurt bianco standard cresce del 18%, quello con posizionamento healthy del 16,8% e il fat-free del 10,2%. Anche gli yogurt da bere avanzano del 6,4%. Calano invece i prodotti destinati ai bambini, gli yogurt aromatizzati standard, gli split pot e il fromage frais. Secondo AHDB, il movimento potrebbe essere collegato sia alla ricerca di benefici nutrizionali sia alla crescente attenzione dei consumatori per prodotti percepiti come meno ultra-processati.

Nei formaggi crescono cottage e specialty

Anche i formaggi vaccini rimangono in territorio positivo, con volumi +1,8%. A guidare la crescita è il gruppo degli “other cheese”, +10,2%, sostenuto in particolare da cottage cheese e soft white cheese. Seguono i formati destinati allo snacking, +4,1%, e specialty e continental cheese, +3,5%. n queste categorie aumenta anche la frequenza d’acquisto. La dinamica è invece negativa per cheddar (-1,7%), formaggi regionali britannici (-3%), processati (-1,1%) e Stilton e altri blue britannici, che perdono il 12,7%.

Il latte intero torna in controtendenza

Ancora più interessante è ciò che accade nel latte. La categoria nel complesso perde lo 0,4% a volume, ma dietro il dato medio si stanno muovendo direzioni opposte. Il parzialmente scremato scende del 2,2% e lo scremato del 2,8%. Il latte intero cresce invece del 3,1%. È un segnale coerente con un movimento più ampio osservato nel mercato alimentare anglosassone, dove una parte dei consumatori sta rivalutando grassi, sazietà e prodotti meno modificati rispetto alle versioni alleggerite. Il plant-based milk, nello stesso periodo, resta sostanzialmente stabile a volume.

Anche il burro cambia mix

Il burro complessivamente perde il 2,5% in volume, ma anche in questo caso il dato medio nasconde una diversa distribuzione degli acquisti. Il burro in panetto cresce del 3,7%, mentre gli spread a base di burro diminuiscono del 5,6%. Ancora una volta, quindi, la categoria più vicina alla forma tradizionale del prodotto si comporta meglio delle formulazioni derivate. Presi insieme, i dati britannici mostrano una trasformazione interessante: il dairy cresce soprattutto dove riesce a sovrapporre valore nutrizionale, semplicità del prodotto e nuove occasioni di consumo. Non è un ritorno indistinto a latte, yogurt e formaggio. È una redistribuzione della domanda all’interno delle categorie, che premia alcuni prodotti molto più di altri.

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