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Toniolo Casearia premiata per l’innovazione, a Treviso

Toniolo Casearia ha ricevuto a Treviso il riconoscimento per l’innovazione nell’ambito di “Una famiglia, un’impresa”, il progetto dedicato alle aziende familiari del territorio e costruito sull’analisi Nomisma-Cribis. L’azienda di Borso del Grappa ha chiuso il 2025 con 35 milioni di euro di fatturato, lavora ogni giorno tra 1.200 e 1.300 quintali di latte e ha circa 150 mila forme in stagionatura. Automazione, laboratorio interno e sviluppo dell’export sono al centro della nuova fase di crescita.

Dalle malghe e dai caseifici della Pedemontana a un’azienda da 35 milioni di euro di fatturato, arrivata alla terza generazione e con un nuovo piano di sviluppo produttivo e commerciale. Toniolo Casearia è stata premiata il 24 settembre a Treviso nella categoria Innovazione durante la quarta edizione di “Una famiglia, un’impresa”, iniziativa di Nord Est Multimedia dedicata al ruolo delle aziende familiari nell’economia del territorio. 

La scelta delle imprese è stata costruita a partire dall’analisi realizzata da Nomisma-Cribis sulle aziende familiari trevigiane con oltre 20 milioni di euro di fatturato, valutate su performance economico-finanziaria, innovazione e digitalizzazione, internazionalizzazione, governance e continuità generazionale. Toniolo è stata individuata proprio per il percorso compiuto sul fronte dell’innovazione. 

Dal furgone di Tito alla terza generazione

La storia aziendale comincia nel 1960 con Battista Toniolo, per tutti Tito, che dopo essersi formato nelle malghe e nei caseifici avvia l’attività insieme alla moglie Gianna. All’inizio c’è poco più di un furgone, utilizzato per muoversi tra caseifici e mercati del territorio. La trasformazione industriale arriva con il figlio Mauro, che sviluppa produzione, stagionatura e confezionamento; oggi in azienda sono entrati anche i figli Lucrezia e Umberto, terza generazione della famiglia. La crescita degli ultimi anni è visibile anche nell’occupazione: tra il 2025 e il 2026 i dipendenti sono passati da 50 a 60. Nello stabilimento produttivo di Selva del Montello vengono lavorati quotidianamente tra 1.200 e 1.300 quintali di latte, mentre a Borso del Grappa sono presenti circa 150 mila forme in stagionatura. 

Automazione per alleggerire il lavoro, non per ridurlo

Una parte importante degli investimenti ha riguardato l’automazione dei processi di produzione, stagionatura e confezionamento. Un esempio concreto arriva dalla movimentazione delle forme: operazioni che un tempo richiedevano la gestione manuale di una forma alla volta possono oggi coinvolgerne decine nello stesso ciclo, riducendo lo sforzo fisico degli operatori e accelerando il lavoro.

La maggiore automazione, però, non ha coinciso con una riduzione del personale. Al contrario, Toniolo continua ad assumere e indica proprio nella combinazione tra tecnologia, competenze casearie e formazione sul campo uno degli elementi su cui costruire la crescita futura. 

A questo si aggiunge il laboratorio interno di analisi, inaugurato recentemente e utilizzato per controllare materia prima, processi e parametri legati alla produzione e alla stagionatura. L’azienda lo considera uno degli strumenti centrali per integrare qualità e sicurezza alimentare con un controllo più puntuale dell’intero ciclo produttivo. 

Export al 20%, con lo sguardo oltre Atlantico

L’export pesa oggi intorno al 20%, con Stati Uniti e Canada tra gli sbocchi su cui Toniolo sta puntando maggiormente. L’obiettivo dichiarato è aumentare ulteriormente la componente internazionale nei prossimi anni, accompagnandola con l’ampliamento del caseificio, per consentire non soltanto di produrre maggiori quantità, ma soprattutto di aprire nuovi sbocchi commerciali.

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