TreValli Cooperlat, 25 milioni di investimenti e obiettivo 320 milioni di ricavi entro il 2030
TreValli Cooperlat vara un nuovo piano strategico quadriennale da 25 milioni di euro. L’obiettivo è portare il fatturato dagli attuali 226 milioni a oltre 320 milioni entro il 2030, con un EBITDA superiore a 20 milioni. La crescita passerà dal rafforzamento dei due marchi principali TreValli e Hoplà, dallo sviluppo dei caseari, da prodotti delattosati e funzionali, da una presenza più forte nella Gdo e nel discount e dall’espansione del vegetale, indicato dalla cooperativa come una delle principali aree di sviluppo.
TreValli Cooperlat prepara una nuova fase di crescita. La cooperativa ha annunciato un piano strategico che prevede 25 milioni di euro di investimenti in quattro anni, con l’obiettivo di superare i 320 milioni di euro di fatturato entro il 2030, rispetto agli attuali 226 milioni, e raggiungere un EBITDA superiore a 20 milioni.
Il piano interviene contemporaneamente su prodotto, distribuzione e mercati: rafforzamento del comparto lattiero-caseario, sviluppo dell’offerta vegetale, maggiore presidio della Gdo e del discount, crescita della private label ed espansione internazionale. “Il nuovo piano strategico rappresenta una fase di discontinuità nel percorso evolutivo di TreValli Cooperlat ed è orientato a un rafforzamento strutturale del posizionamento competitivo”, spiega Giordano Curti, direttore generale della cooperativa da febbraio 2026.
“L’obiettivo non è limitato alla crescita dimensionale, ma si estende alla creazione di valore economico sostenibile e all’incremento della marginalità. In questo contesto, una leva prioritaria di sviluppo è costituita certamente dall’offerta vegetale, un asset che ci distingue rispetto ai concorrenti del comparto lattiero-caseario”.
TreValli e Hoplà valgono oltre l’80% dei ricavi
I due marchi principali, TreValli e Hoplà, generano oggi oltre l’80% dei ricavi del gruppo e saranno al centro delle due principali direttrici di sviluppo. Sul fronte lattiero-caseario, TreValli punta a crescere nel mercato del latte e dei formaggi, valorizzando gli asset produttivi già disponibili e ampliando l’offerta verso segmenti considerati a maggiore potenziale. Tra questi entrano in particolare prodotti delattosati e funzionali, categorie con cui la cooperativa intende intercettare l’evoluzione della domanda e ampliare il presidio del mercato oltre le referenze più tradizionali.
La crescita dovrà passare anche attraverso un intervento sul portafoglio: ampliamento di alcune gamme, riposizionamento dell’offerta e contemporanea semplificazione delle referenze, con l’obiettivo di rendere più efficace la proposta commerciale nei diversi canali.
Il vegetale diventa una delle principali scommesse
Accanto al dairy, TreValli Cooperlat individua nell’offerta vegetale una delle maggiori opportunità di sviluppo dei prossimi anni. Il perno sarà soprattutto Hoplà, marchio con cui il gruppo intende intercettare la crescita delle alimentazioni flexitarian e dairy-free e ampliare la propria presenza in un mercato che la cooperativa considera ancora ad alto potenziale.
La strategia prevede un rafforzamento dell’identità del brand e lo sviluppo di un’offerta capace di rispondere ai nuovi modelli di consumo, sia sul mercato nazionale sia all’estero.
Due direttrici per l’estero
Anche l’internazionalizzazione entra nel nuovo piano. “Sul piano internazionale, la strategia si articola invece lungo una duplice direttrice: da un lato, il consolidamento dei mercati ad alto contributo di valore; dall’altro, l’espansione in aree geografiche a elevato potenziale di crescita”, afferma Curti. La cooperativa punta quindi a distinguere tra mercati già maturi, sui quali difendere e aumentare il valore generato, e nuovi sbocchi sui quali costruire ulteriore crescita.
L’obiettivo al 2030 è ambizioso: passare da 226 a oltre 320 milioni di euro di ricavi, circa 94 milioni in più, accompagnando l’aumento dei volumi con un miglioramento della redditività. I 25 milioni di investimenti annunciati dovranno sostenere proprio questa trasformazione, con una strategia che prova a far convivere il rafforzamento del core lattiero-caseario con una presenza sempre più marcata nei segmenti vegetali e funzionali.
