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“Siccità storica”: in Francia modifiche temporanee ai disciplinari delle Dop. E in Italia?

Abondance, Beaufort e Comté ottengono modifiche temporanee alle regole sull’alimentazione delle bovine per far fronte alla scarsità di erba e foraggi. L’INAO (Institut national de l’origine et de la qualitè) parla di “siccità storica” e altre denominazioni sono già coinvolte. Un caso che riapre una questione destinata a diventare sempre più attuale anche in Italia: cosa succede quando il clima rende impossibile rispettare alcune prescrizioni delle DOP?

La definizione utilizzata dall’INAO, l’ente pubblico francese incaricato di regolare e proteggere i marchi di qualità e di origine, è netta: “siccità storica”. È la situazione che la Francia si è trovata ad affrontare nell’estate 2026 e che ora produce conseguenze concrete anche sul sistema delle Dop.

Il 21 agosto il governo francese ha autorizzato modifiche temporanee ai disciplinari di tre importanti formaggi AOP – le DOP francesi – Abondance, Beaufort e Comté. I decreti, pubblicati il 26 agosto sul Journal officiel, non intervengono sulle modalità di caseificazione o stagionatura, ma su un elemento strettamente legato al rapporto fra prodotto e territorio: l’alimentazione delle bovine. 

Il motivo è semplice. La siccità ha ridotto disponibilità di pascolo, fieno e foraggi locali al punto che, in alcune aziende, rispettare integralmente le prescrizioni ordinarie sarebbe diventato impossibile.

Meno pascolo e più foraggi fuori zona

Per l’Abondance la quota minima di erba pascolata nella razione estiva scende, per il 2026, dal 50 al 15%. I giorni minimi di pascolo passano da 150 a 120, mentre aumenta temporaneamente anche la quota di alimenti acquistabili fuori dall’area geografica: fino al 50% della sostanza secca annuale. 

Nel Beaufort viene invece ridotta dal 75 al 50% la quota minima di fabbisogno di fieno e pascolo proveniente dall’area della denominazione. Durante la stagione di pascolo sarà inoltre possibile integrare maggiormente con fieno e alimenti complementari. 

Più limitata la modifica al Comté: dal 1° agosto al 31 ottobre viene sospeso l’obbligo secondo cui il mais verde destinato alle bovine debba essere prodotto interamente all’interno dell’azienda. Gli allevatori potranno quindi approvvigionarsi all’esterno. 

Deroghe previste dal regolamento Ue 2024/1143

Il sistema è previsto espressamente dalla normativa europea. Il Regolamento UE 2024/1143 consente modifiche temporanee dei disciplinari quando calamità naturali o condizioni meteorologiche avverse, formalmente riconosciute dalle autorità competenti, rendono necessario intervenire su alcune prescrizioni. La modifica deve avere durata limitata, essere approvata dallo Stato membro e comunicata alla Commissione europea. 

In Francia il fenomeno non riguarda soltanto tre formaggi. L’INAO ha già approvato o sta esaminando modifiche per numerose altre produzioni, fra cui Bleu du Vercors-Sassenage, Rocamadour, Bleu d’Auvergne, Cantal, Fourme d’Ambert, Reblochon, Munster e altre DOP e IGP agroalimentari. 

E in Italia? È già successo

La domanda diventa inevitabile anche per il sistema italiano delle DOP, soprattutto per quelle produzioni nelle quali il disciplinare lega fortemente l’alimentazione degli animali al territorio.

Nel 2022, dopo un’estate caratterizzata da grave deficit idrico e temperature eccezionali, la Fontina DOP ottiene una modifica temporanea del disciplinare. La Valle d’Aosta aveva registrato una riduzione della superficie prato-pascolativa del 33% a luglio e del 43% ad agosto. La regola che prevedeva fieno ed erba interamente prodotti nella regione venne temporaneamente modificata, consentendo che la quota valdostana scendesse al 55% fino alla primavera successiva. 

Nel 2023 la stessa problematica ha interessato, fra gli altri, Taleggio e Strachitunt. Per il Taleggio la quota minima di sostanza secca degli alimenti proveniente dalla zona d’origine venne temporaneamente ridotta dal 50 al 35%; per lo Strachitunt la richiesta fu motivata proprio dalla forte riduzione delle produzioni foraggere conseguente alla siccità del 2022 e dalla difficoltà di costituire scorte sufficienti. 

Il caso francese mette però in evidenza una questione destinata probabilmente a ripresentarsi con frequenza crescente. Molti disciplinari hanno costruito il legame fra prodotto e territorio anche attraverso prescrizioni sulla provenienza dei foraggi, sulla durata del pascolo o sulla quota di alimentazione prodotta nell’area geografica. Elementi che contribuiscono all’identità della DOP ma presuppongono anche che quel territorio continui a essere in grado di fornire erba e foraggi nelle quantità previste e, ci si augura, crescenti.