India: l’accordo commerciale con la Nuova Zelanda apre al dairy senza dazi
L’accordo di libero scambio tra Nuova Zelanda e India è stato siglato il 27 aprile 2026 a Nuova Delhi, in India, dal ministro del Commercio e Industria indiano Piyush Goyal e dal ministro neozelandese per il Commercio e gli Investimenti Todd McClay. Un accordo di libero scambio che potrebbe ridefinire, nel medio periodo, i flussi globali di prodotti lattiero-caseari. L’intesa infatti prevede una progressiva riduzione delle tariffe su numerose categorie agroalimentari, con un impatto diretto anche sul dairy. Per la prima volta, ingredienti lattiero-caseari destinati alla trasformazione per l’export potranno entrare in India senza dazi, creando un accesso indiretto ma strategico a uno dei mercati più protetti al mondo per il dairy.
Accesso graduale, ma significativo
Il modello dell’accordo è chiaro: apertura progressiva. Oltre la metà delle esportazioni neozelandesi diventerà immediatamente esente da dazi, mentre circa l’80% sarà liberalizzato una volta completata la fase di implementazione. Nel caso dei prodotti lattiero-caseari trasformati, le tariffe – oggi intorno al 33% per categorie come infant formula e preparazioni a base latte – saranno eliminate nell’arco di sette anni.
L’India punta a diventare hub della trasformazione dairy
Il punto chiave dell’accordo non è tanto l’export diretto di latte o formaggi, quanto il ruolo dell’India come piattaforma industriale dairy. L’intesa consente infatti alle aziende indiane di importare ingredienti senza dazi per utilizzarli nella produzione destinata all’export. Un meccanismo che può integrare il dairy neozelandese nelle catene di valore dell’industria alimentare indiana.
In prospettiva, questo apre uno scenario diverso: non solo esportazione verso il mercato interno indiano, ma inserimento nelle supply chain globali attraverso la trasformazione locale.
Un mercato enorme, ma complesso
L’India rappresenta una delle principali aree di crescita potenziale per il settore alimentare, ma resta un mercato difficile. I consumi sono elevati, ma fortemente orientati alla produzione domestica e protetti da barriere tariffarie tra le più alte al mondo.
Non a caso, le esportazioni neozelandesi verso il Paese restano ancora limitate, anche per effetto di dazi molto elevati. L’accordo punta proprio a ridurre questo ostacolo, creando condizioni più favorevoli per una presenza stabile nel tempo.
Il punto: cambia la geografia del dairy globale
Per il lattiero-caseario internazionale, l’accordo tra Nuova Zelanda e India rappresenta un segnale importante. Non tanto per gli effetti immediati sui volumi, quanto per il cambiamento di prospettiva.
L’accesso a un mercato come quello indiano, anche in forma indiretta attraverso la trasformazione, introduce un nuovo elemento nelle dinamiche competitive globali. E rafforza il ruolo della Nuova Zelanda come player capace di muoversi con anticipo nei grandi mercati emergenti.
