Latte biologico: scende il prezzo garantito nei Paesi Bassi
Il mercato europeo del latte biologico mostra i primi segnali di raffreddamento dopo alcuni anni in crescita. Il gruppo olandese FrieslandCampina ha annunciato per marzo 2026 una riduzione del prezzo garantito del latte bio, portandolo a 63,50 euro per 100 kg.
La revisione riflette un contesto di mercato che negli ultimi mesi è diventato progressivamente più prudente, con una domanda che cresce meno rapidamente rispetto alla fase di espansione osservata nel periodo post-pandemia.
Il prezzo del latte biologico nei Paesi Bassi
FrieslandCampina utilizza un sistema di prezzo garantito che viene aggiornato mensilmente sulla base delle quotazioni pagate da un gruppo di trasformatori lattiero-caseari del Nord Europa.
La riduzione annunciata per marzo indica che diversi operatori europei stanno adeguando i propri listini a un mercato biologico che appare oggi più equilibrato rispetto agli anni precedenti. Negli ultimi mesi si sono infatti registrati segnali di rallentamento in diversi Paesi, tra cui Germania, Austria e Francia. Il prezzo biologico resta comunque significativamente superiore a quello del latte convenzionale, riflettendo costi di produzione più elevati e volumi più limitati.
La fase di assestamento del mercato bio
Negli ultimi dieci anni, l’espansione della domanda nei principali mercati dell’Europa occidentale e le politiche dell’Unione europea in tema di biologico, hanno spinto molti allevatori a convertire la produzione, contribuendo ad aumentare l’offerta complessiva. Negli ultimi mesi però la crescita dei consumi appare meno sostenuta. In diversi mercati europei, il contesto economico e la pressione sui prezzi alimentari hanno rallentato il biologico.
L’effetto sul mercato del convenzionale
Nel 2025 la quota di latte biologico in UE è piccola ma non trascurabile: circa il 3,4% delle consegne a luglio; quattro Paesi (Germania, Francia, Austria, Danimarca) fanno quasi il 75% del latte bio europeo. L’Italia spicca sul lato prezzo: 74,5 centesimi per kg a luglio, tra i valori più alti in UE (media UE 61 c/kg). Questi due numeri bastano a spiegare perché variazioni anche modeste della domanda bio possano spostare litri di latte da e verso il convenzionale, alterandone la disponibilità. Per normativa, il latte bio può essere venduto come convenzionale (mai il contrario). Quando la domanda bio rallenta o i listini non coprono i costi, una parte del latte certificato viene declassata al convenzionale, aumentando l’offerta convenzionale e comprimendo i prezzi. L’esempio più chiaro arriva dalla Francia: il CNIEL ha stimato che nel 2022 i declassamenti abbiano sfiorato il 35% del latte bio raccolto, con ulteriori picchi nelle prime fasi del 2023 (in alcune aree si è parlato di quote ancora più alte). Nel 2024 la quota bio è scesa sotto il 5% della produzione totale, segno di una filiera in assestamento dopo gli eccessi di offerta.
