NewPrinces completa l’acquisto di Carrefour Italia: nasce Princes Retail. Le novità, dal via libera Ue alla lettera ai fornitori
Il dossier Carrefour Italia entra nella fase operativa. Dopo il via libera della Commissione europea all’acquisizione del 100% da parte di NewPrinces, il gruppo guidato da Angelo Mastrolia ha avviato il rebranding della società in Princes Retail e ha iniziato a ridisegnare i rapporti con i fornitori.
L’operazione è parte di una strategia di integrazione verticale che porta NewPrinces – già attiva nell’industria alimentare e lattiero-casearia – a controllare una rete di oltre mille punti vendita in Italia tra ipermercati, supermercati e negozi di prossimità, con il mantenimento temporaneo dell’insegna Carrefour, con un progressivo ritorno al marchio storico GS nell’arco di circa tre anni.
Sul piano finanziario, l’acquisizione è accompagnata da un piano di rafforzamento patrimoniale che include un intervento di rilancio su Carrefour Italia sostenuto sia da investimenti diretti di NewPrinces, sia da conferimenti del venditore, con l’obiettivo dichiarato di riportare la catena su livelli di redditività e competitività più solidi.
Princes Retail, La lettera ai fornitori: fatturazione “net-net” e revisione immediata delle condizioni
A poche ore dalla chiusura dell’operazione, Princes Retail ha inviato una lettera ai fornitori in cui annuncia un cambiamento significativo nei rapporti commerciali, come anticipato dal sito Alimentando. Dal 1° gennaio 2026 la catena adotterà un sistema di fatturazione “net-net”, cioè senza extra-fatture né di primo né di secondo livello: sconti, contributi e condizioni dovranno essere incorporati direttamente nel prezzo fattura. Secondo quanto riporta Alimentando.info, l’obiettivo dichiarato è “rendere i processi più semplici, trasparenti ed efficaci per entrambe le parti”.
La stessa comunicazione però richiama anche un “contesto di forte deflazione” e collega il passaggio al net-net alla richiesta di aggiornare le condizioni economiche sin da subito, invitando i fornitori a inviare “proposte commerciali per il 2026 includendo i nuovi prezzi coerenti con lo scenario attuale”. La scadenza indicata per l’invio delle offerte è il 15 dicembre 2025, con l’obiettivo di garantire “pianificazione efficace e continuità negli approvvigionamenti”.
Per l’industria fornitrice – compresi produttori di latte, formaggi e derivati per il libero servizio e il marchio del distributore – la mossa segnala un doppio movimento: da un lato una struttura di fatturazione più lineare, dall’altro un possibile ri-allineamento al ribasso dei listini base richiesto già sul 2026.
