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Pecorino Romano DOP: il bando degli indigenti per raffreddare le tensioni sul mercato dopo il dazio Usa

Intervento straordinario del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) dopo l’introduzione per il Pecorino Romano di un dazio del 15% all’ingresso negli Stati Uniti, mercato chiave per l’export della Dop. Nei giorni scorsi, il ministro Francesco Lollobrigida ha incontrato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP Gianni Maoddi per definire un pacchetto di misure condivise con Sardegna e Lazio, con una dotazione complessiva stimata in circa 20 milioni di euro. 

Secondo quanto comunicato dal Ministero, l’obiettivo è duplice: da un lato “rasserenare il mercato” dopo il calo dei prezzi all’ingrosso, dall’altro evitare che le tensioni sull’export si trasferiscano a catena su caseifici e allevatori ovini. Il dazio statunitense è arrivato dopo anni in cui il Pecorino Romano entrava negli Usa a zero dazio, in assenza di produzione locale di formaggi ovini nel Paese; il passaggio da zero al 15% sta iniziando a pesare su quotazioni e competitività del prodotto nel suo principale sbocco estero.

Il primo pilastro del pacchetto è il bando “indigenti”: secondo quanto precisa il Masaf, il Governo utilizzerà il fondo dedicato per ritirare quantitativi significativi di Pecorino Romano DOP da destinare a enti caritativi, associazioni e mense solidali. Una nota tecnica parla di gare per circa 5,38 milioni di euro nel 2025 e 7,4 milioni di euro nel 2026, pari a 12,8 milioni di euro complessivi solo su questa linea di intervento. Lo strumento unisce finalità sociali e gestione dell’offerta: alleggerire i magazzini e, al tempo stesso, sostenere le famiglie più fragili.

Pecorino Romano Dop: le altre misure

Al bando indigenti si affiancano altre leve: secondo una nota della Regione Sardegna, sarà sbloccato il Fondo di solidarietà regionale oggi fermo presso l’assessorato all’Agricoltura, mentre il Fondo di rotazione della finanziaria regionale Sfirs verrà utilizzato per fornire liquidità e supporto alle imprese di trasformazione, insieme a risorse aggiuntive – circa mezzo milione di euro – per la promozione del prodotto sui mercati. La definizione puntuale delle cifre è attesa dopo ulteriori incontri tra Masaf e terzo settore.

Un pacchetto difensivo. Ma quanto potrà durare?

Secondo le rilevazioni della Borsa Merci di Milano, il Pecorino Romano DOP quotava tra 12,05 e 12,10 euro al chilogrammo lo scorso luglio; a fine novembre i valori sono scesi a 11,35–11,45 euro al chilogrammo, con una contrazione media intorno al 5,6%. Nello stesso periodo, però, il prezzo del latte ovino all’ovile in Sardegna – rilevato da Ismea – è rimasto tonico, attestandosi a circa 146–147,5 euro per ettolitro tra ottobre e i primi giorni di novembre. A preoccupare operatori e istituzioni è soprattutto il livello degli stock: tra ottobre 2024 e luglio 2025 sono state prodotte oltre 32.500 tonnellate di Pecorino Romano, una delle campagne più pesanti degli ultimi anni, con locali di stagionatura già pieni e il rischio che l’invenduto faccia ulteriormente pressione sui prezzi di formaggio e latte. 

Per la filiera, il pacchetto appare quindi come un intervento difensivo mirato: tenere sotto controllo gli stock, accompagnare l’aggiustamento dei prezzi dopo lo shock dei dazi e guadagnare tempo in attesa di sviluppi sul fronte commerciale internazionale. Restano aperte alcune questioni di medio periodo: quanto a lungo sarà possibile sostenere il mercato con misure straordinarie, se il quadro dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti dovesse restare invariato? Ed è davvero il bando degli indigenti lo strumento corretto da utilizzare in questi casi?