Dashboard UE: latte spot italiano in calo, burro e polveri ancora giù. Margini compressi lungo la filiera
L’ultimo Dashboard dairy della Direzione generale Agricoltura della Commissione Ue conferma un progressivo raffreddamento dei prezzi del latte e delle principali commodity lattiero-casearie. Il prezzo spot del latte in Italia (Lodi) è sceso a 43,3 euro per 100 chilogrammi nella settimana del 23 novembre, ben al di sotto dei livelli eccezionali raggiunti nel biennio 2022-2023.
Sul versante del latte alla stalla, la stessa dashboard riporta per settembre un prezzo “EU evolutive” intorno a 53,4 euro per 100 chilogrammi, a fronte di valori medi nettamente inferiori in Nuova Zelanda (38,1 euro per 100 chilogrammi) e Stati Uniti (37,3 euro per 100 chilogrammi). L’Europa, in altre parole, resta un’area a latte relativamente caro rispetto ai principali competitor esportatori, proprio mentre i prodotti finiti perdono terreno.
La sezione sulle quotazioni medie europee delle commodity evidenzia cali sensibili rispetto a metà ottobre: al 9 novembre il burro UE è indicato a 6.282 dollari la tonnellata, in calo del 7,2% in quindici giorni, mentre il latte intero in polvere scende del 6,5% a 4.023 dollari la tonnellata. Latte scremato in polvere e Cheddar accusano ribassi più moderati, rispettivamente intorno al 2,1% e allo 0,3%.
Parallelamente, la Commissione aggiorna con cadenza mensile un documento specifico sui “EU milk margins”, che monitora l’andamento dei margini lungo la filiera sulla base della dinamica congiunta di prezzo del latte, quotazioni delle commodity e costi di produzione. Pur senza entrare nel dettaglio dei singoli indicatori, il quadro generale è quello di margini più compressi rispetto alla fase inflattiva 2022-2023, sia per gli allevatori sia per una parte dei trasformatori.
Per gli operatori italiani, il segnale chiave è la convergenza fra un prezzo spot ormai stabilmente sotto i 45 euro per 100 chilogrammi e commodity in ritirata: in assenza di un rimbalzo della domanda, la capacità di tenuta dei listini alla stalla dipenderà sempre più dalla possibilità di valorizzare segmenti premium (DOP, specialità, ingredienti ad alto valore aggiunto) e dall’efficienza nei costi industriali e logistici.
