brexit
trasformazione & dintorni

Regno Unito: export lattiero-caseario in crescita, nel terzo trimestre

Il Regno Unito chiude il terzo trimestre 2025 con crescite a volume e valore per l’export lattiero-caseario. Secondo la dairy trade review dell’Agricultural and Horticultural Development Board (AHDB), nel terzo trimestre 2025 i volumi esportati sono saliti del 5,5% su base annua, arrivando a 294.000 tonnellate, mentre il valore complessivo delle spedizioni ha raggiunto 529 milioni di sterline, pari a circa 600 milioni di euro, in crescita del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

A spiegare la dinamica positiva sono soprattutto le polveri, il siero e, in misura minore, i formaggi e il burro. L’analista AHDB Soumya Behera sottolinea che le polveri hanno registrato il maggior incremento tendenziale: le esportazioni di latte in polvere sono aumentate di 14.400 tonnellate, grazie anche alle disponibilità elevate derivanti da consegne record di latte. In crescita anche le esportazioni di siero e derivati (+3.500 tonnellate), di formaggi (+1.500 tonnellate) e di burro (+900 tonnellate).

Il rovescio della medaglia è rappresentato da latte, panna e yogurt, che arretrano in volume ma migliorano in valore. Le spedizioni di latte e panna sono diminuite di 3.900 tonnellate (meno 2,2%), mentre quelle di yogurt hanno perso il 10,7% (meno 1.000 tonnellate). Nonostante il calo dei volumi, il valore di latte e panna esportati è aumentato del 6,3% su base annua, segno di un posizionamento su fasce di prezzo più alte o di mix prodotto più remunerativo.

Quanto ai mercati di destinazione, l’Unione europea resta il principale sbocco: circa il 90% dell’export lattiero-caseario britannici è diretto ai Paesi UE. Nel terzo trimestre 2025 spiccano gli aumenti verso Paesi Bassi (più 36%, fino a 23.300 tonnellate), Danimarca (più 65%, 5.500 tonnellate), Belgio (più 26%, 9.000 tonnellate) e Francia (più 19%, 10.900 tonnellate). Solo l’Irlanda, primo acquirente in valore assoluto, mostra una lieve flessione dell’1%. Tra i mercati extra UE, si distingue la Nigeria, con un incremento di 1.800 tonnellate, seguita da Indonesia e Pakistan, rispettivamente con più 1.200 e più
All’interno del comparto formaggi, il trimestre segna il livello più alto di esportazioni degli ultimi sei anni. Il totale esportato cresce del 3,1% (più 1.500 tonnellate), ma con andamenti differenziati per tipologia: il cheddar sale del 12,2% (più 3.100 tonnellate), mentre mozzarella e “altri formaggi” risultano in calo, rispettivamente del 6,4% (meno 700 tonnellate) e del 6,8% (meno 800 tonnellate). Secondo AHDB, la domanda internazionale di formaggio britannico resta “buona”, nonostante i prezzi relativamente elevati sul mercato mondiale.

Regno Unito: calano le importazioni nel terzo trimestre

Sul fronte delle importazioni, il Regno Unito registra una leggera inversione di tendenza: i volumi complessivi si attestano a 330.600 tonnellate, in calo di 100 tonnellate (meno 0,03%) rispetto al terzo trimestre 2024, primo arretramento da tre anni. Le importazioni da Paesi UE scendono di circa 2.900 tonnellate (meno 1%) e quelle da Paesi extra UE di oltre 2.900 tonnellate (meno 58,6%). In particolare, le importazioni di latte e panna calano dell’8,7% (71.300 tonnellate) e quelle di burro del 24,3% (12.300 tonnellate), mentre aumentano yogurt (+7,4%, 83.000 tonnellate), siero e derivati (+13,8%, 22.900 tonnellate), formaggi e cagliata (+1,2%, più 1.400 tonnellate) e polveri (+4,2%, più 900 tonnellate).