L’incontro CLAL a Mantova: filiera solida ma matura. Lombardia motore d’Italia, export da spingere
Il confronto di Mantova organizzato il 16 settembre da CLAL in partnership con ISMEA e il supporto della Regione Lombardia, consegna un messaggio netto: la filiera lattiero-casearia italiana ha migliorato produttività e qualità, regge bene il confronto europeo, ma si trova in una fase matura in cui costi, prezzi e volumi impongono scelte più organizzate sul fronte dei mercati esteri. La giornata, aperta da Angelo Rossi (fondatore di CLAL) e Livio Proietti (ISMEA) e moderata da Matteo Bernardelli, ha ripercorso l’evoluzione del settore, con focus su Lombardia e prospettive di export.
Struttura produttiva: meno aziende, più latte per vacca
Nel decennio 2014–2024 gli allevamenti da latte italiani si sono ridotti del 25% (fonte BDN), ma il sistema ha reagito aumentando vacche in lattazione (circa 39mila capi in più), consegne (+19%) e resa per capo. In questo quadro la Lombardia fa da motore: concentra 46% del latte conferito in Italia, ha registrato un calo aziende inferiore alla media e spicca per resa (cento dieci quintali annui per capo, AIA 2023). Sul profilo sanitario, indicatori di qualità in miglioramento nel triennio 2022–2024, con l’eccezione della conta cellule somatiche salita nel 2024.
Costi e mercati: niente “stravolgimenti” immediati, ma prezzi commodity in frenata
Sul lato input (energia elettrica, gas naturale, fertilizzanti, carburanti, alimenti zootecnici) il quadro discusso da Alberto Lancellotti non preannuncia scossoni nel breve; gli alimenti risultano stabili o in lieve calo. Sul lato uscita, l’aggiornamento con Mirco De Vincenzi, del team della società fondata da Angelo Rossi, lega la pressione sul prezzo alla stalla UE-27 alla discesa delle commodity: burro e formaggi verso valori più moderati in Europa, SMP in rallentamento; a monte, produzione di latte in aumento nel mondo, soprattutto in Stati Uniti e UE-27. Per l’Italia, produzione leggermente in crescita a gennaio–luglio 2025 e export formaggi in progresso, ma su destinazioni limitate; il consumo interno appare maturo.
Il nodo Grana Padano: più produzione che domanda, payout in discesa
Il caso di scuola è il Grana Padano DOP: più 6,9% di produzione a gennaio–settembre 2025, oltre il passo di export e consumi, con impatto sulle quotazioni e quindi sulla valorizzazione del latte (payout) che inizia a scendere. Effetto a catena: minor sostegno al prezzo alla stalla in Lombardia, dove si concentra la produzione della DOP. Segnale strategico: la gestione dell’equilibrio produzione-vendite diventa cruciale per preservare margini in una fase di normalizzazione prezzi.
In breve
Struttura: allevamenti -25% in dieci anni, ma vacche, consegne e resa in aumento; Lombardia 46% del latte italiano, resa cento dieci q.li/capo.CLAL News
Mercati: burro/formaggi in calo verso livelli moderati, SMP in frenata; prezzo alla stalla UE-27 sotto pressione. Italia: produzione in lieve crescita, export su poche destinazioni, consumo interno maturo.
Grana Padano: produzione +6,9% gennaio–settembre; payout in discesa, minore sostegno al prezzo latte in Lombardia.
Export: Italia sesta per formaggi (quota 5,9%). Necessarie cooperazione tra imprese e diplomazia commerciale per aprire nuovi mercati.
