Prezzo del latte: tagli nel Nord Europa, commodity deboli
Il mercato del latte e dei suoi derivati sta vivendo un momento di cambiamenti e tensioni, a cominciare proprio dal prezzo della materia prima che pare aver imboccato la via della discesa, con una domanda che fatica ad assorbire l’offerta. Se in Italia la situazione, al momento, è sostanzialmente stabile, nel Nord Europa qualcosa di muove. Ad oggi, il segnale dominante sul mercato del latte UE è l’avvio di una fase di ribasso coordinato nei Paesi del Nord, con più trasformatori che aggiornano i prezzi del conferimento alla luce di commodity in raffreddamento e di un avvio stagione con flussi di latte più distesi. In Regno Unito, Arla ha confermato per ottobre un taglio di meno 1,75 pence per litro sul convenzionale, con prezzo “titolo” a 45,34 pence per litro, mentre l’organico resta invariato.
Sempre in UK, Müller ha comunicato che dal 1° novembre i conferenti latte che rispettano il programma Müller Advantage riceveranno 41,50 pence per litro (prezzo in calo rispetto a ottobre), mentre First Milk ha ridotto di 1 pence per litro dal 1° ottobre (a 43,85 pence per litro) e ha già annunciato un ulteriore ribasso di 2 pence per litro da novembre (a 41,85 pence per litro, premio soci incluso).
Nei Paesi Bassi, FrieslandCampina ha abbassato il “Guaranteed Price” di ottobre di 2,75 euro per 100 kg, portandolo a 53,00 euro per 100 kg. La nota aziendale attribuisce la correzione all’allineamento con i prezzi di riferimento attesi per le principali latterie del Nord Europa. Anche qui il segnale è coerente con un mix commodity meno brillante rispetto all’estate. Secondo la Dashboard DG AGRI (aggiornamento 1 ottobre) il prezzo medio del latte UE alla stalla è di 52,9 euro per 100 kg (agosto) e mostra una debolezza su burro e polveri rispetto alle settimane precedenti.
La stampa tedesca segnala conferimenti in Germania in crescita di circa il +4,4% rispetto al 2024, un’anomalia stagionale che amplia la disponibilità di latte nell’Europa centro-settentrionale con possibili ripercussioni sui prezzi. Il Dairy Market News dell’USDA segnala SMP UE in calo e vendite spot più competitive da Nuova Zelanda e Usa, che comprimono i prezzi UE.
