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I social inglesi spingono le vendite di formaggi

Più di sei consumatori inglesi su 10 considerano il formaggio non più un semplice alimento base ma un lusso che eleva il modo in cui mangiano, intrattengono e fanno acquisti. Secondo una analisi di The Knowledge Bank con Mintel, il 94% degli inglesi dichiara di consumare formaggio e il 65% più volte alla settimana. Non è solo una abitudine: per quasi due terzi di loro, infatti, il formaggio rende un piatto “più premium”, e oltre metà afferma che eleva l’occasione in sé, trasformandola in qualcosa di speciale. Quasi due terzi dicono che il formaggio rende un piatto premium, mentre più della metà dice che rende l’occasione stessa speciale.

I social amplificano il fenomeno: video e close-up di formaggi che filano ispirano l’acquisto tanto che quasi un quarto degli shopper dichiara di aver comprato formaggio dopo averlo visto online. La popolarità di format come i “picky teas” (aperitivi/cene a piccoli assaggi) e i taglieri spinge soprattuto le specialità: feta e halloumi segnano un aumento a doppia cifra (circa +10% a volume) nel 2025, dopo che alcune ricette sono andate virali sui social. La stagionalità resta un driver decisivo: circa un quinto delle vendite retail di specialità cade a Natale; durante l’Edinburgh Fringe, Waitrose ha registrato un +900%di ricerche online di formaggi scozzesi, segnale dell’importanza che possono rivestire i grandi eventi culturali.

Il quadro si riflette nel retail e nel canale deli: oltre l’80% degli shopper acquista regolarmente prodotti da banco, inclusi i formaggi; i retailer stanno rafforzando l’offerta di prodotti “da occasione” e artigianali. M&S si propone come “home of picky bits”, Tesco è alla ricerca di artisan cheesemakers per ampliare lo scaffale specialty e Waitrose valorizza i “picky teas” nel proprio Food & Drink Report.