Lactalis supera i 30 miliardi di euro di fatturato, nel 2024
Nel 2024 il fatturato consolidato di Lactalis ha raggiunto i 30,03 miliardi, in crescita del 2,8% sul 2023. Ed è la prima volta che il gigante francese guidato da Emmanuel Besnier supera il traguardo dei 30 miliardi. L’utile corrente 2024, pari a 1,4 miliardi, sale del 4,3%, mentre l’utile netto consolidato registra una flessione del 16% circa, da 428 a 359 milioni di euro, rappresentando l’1,2% del giro d’affari.
“La contrazione tiene conto – si legge in una nota – dell’accordo firmato con le autorità fiscali francesi alla fine del 2024”. L’azienda di Laval, infatti, nel dicembre 2024 ha accettato di versare 475 milioni di euro al fisco, in Francia, per chiudere una controversia su alcune operazioni estere. Nel 2024, inoltre, l’indebitamento netto è sceso a 5 miliardi e 38 milioni di euro.
In termini di crescita esterna, Lactalis ha completato l’acquisizione in Portogallo della società Sequeira & Sequeira, specializzata nella produzione di formaggi a pasta dura e molle, commercializzati con il marchio Paiva.
Lactalis, che nel suo portafoglio vanta brand famosi nel mondo come Président, Galbani, Kraft, Leerdammer e Parmalat, conta 266 insediamenti produttivi nel mondo, presidia oltre 50 Paesi, conta su 85mila addetti, ed è al nono posto fra le maggiori imprese alimentari mondiali.
Lactalis: un miliardo di investimenti
Gli investimenti del colosso francese, legati alla capacità produttiva e alla riduzione dell’impronta ambientale, hanno superato il miliardo di euro. Di questi, 200 milioni sono andati in progetti di miglioramento energetico ed ecologico. “Gli stanziamenti in sostenibilità, di tipo ricorrente, hanno permesso”, si legge nella nota, “di ridurre l’impronta di carbonio del 13,7% sul 2019, puntando a un obiettivo del -50% entro il 2033”. Questi investimenti hanno finanziato la modernizzazione degli impianti industriali, come quello di Larceveau, nonché l’apertura di nuove linee di produzione e confezionamento a Certosa (Italia), Tulare (Stati Uniti) e Bendigo (Australia).
Il gruppo ha inoltre continuato a investire nella transizione ecologica, stanziando quasi 200 milioni di euro per progetti energetici e ambientali, come l’installazione di impianti per il riciclo dell’acqua a Shrirampur (India) e a Uberlandia (Brasile), pannelli solari in Spagna e caldaie a biomassa in Francia.
Questi investimenti hanno contribuito alla riduzione dell’impronta di carbonio del gruppo, scesa del 13,7% rispetto al 2019 con l’obiettivo di arrivare a dimezzarla entro il 2033, un traguardo validato tramite la certificazione SBTi (Science Based Targets Initiative).
