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Afta epizootica: gli aggiornamenti

Il 7 marzo, le autorità ungheresi hanno segnalato un caso di afta epizootica in una mandria di bovini da latte nel nord-ovest del Paese, vicino al confine con la Slovacchia. Di conseguenza, è stata istituita una zona soggetta a restrizioni e tutti gli animali dell’allevamento interessato sono stati abbattuti. Tuttavia, restano alcune preoccupazioni circa il trasporto di animali vivi prima della conferma ufficiale dell’epidemia.

Il 12 marzo, come segnala Assocaseari, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della UE la decisione 2025/496 che ha istituito una “zona di protezione” in Ungheria e “zone di sorveglianza” in Ungheria e Slovacchia, stabilendo una regionalizzazione per ridurre al minimo l’impatto commerciale. Come è avvenuto con l’epidemia in Germania di gennaio, diversi paesi terzi hanno già avviato divieti o restrizioni all’importazione. Anche la Polonia ha bloccato le importazioni di prodotti lattiero-caseari sia dall’Ungheria che dalla Slovacchia. Qui è possibile visionare la cronologia degli eventi correlati all’epidemia.

Una buona notizia sull’afta epizootica, invece, arriva dalla Cina, che ha concordato un nuovo certificato veterinario per le importazioni dalla Germania, il che significa che i prodotti tedeschi e quelli contenenti ingredienti tedeschi ora possono essere spediti nel Paese del Dragone. Il Ministero tedesco dell’agricoltura e dell’alimentazione (BMEL) sta lavorando per ristabilire il commercio con i partner mondiali. Sono riprese anche le esportazioni verso l’Ucraina e il Sudafrica, mentre altri mercati chiave come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Algeria e Arabia Saudita, hanno mantenuto soltanto piccole barriere commerciali. È in corso il ripristino del commercio con Malesia e Vietnam.