Usa: export dairy in decisa crescita. Bene l’import di formaggio Ue
Proprio mentre in Europa si parla con insistenza del tema dazi, in relazione all’elezione di Donald Trump, arriva il report trade Data Monitor, analizzato come sempre da Assocaseari, sull’export Usa nel mese di settembre. Le esportazioni statunitensi hanno mostrato, per il quarto mese consecutivo, una decisa crescita e, in termini annui, risultano superiori ai livelli dello stesso periodo dell’anno scorso in latte equivalente. Tutti i prodotti, tranne lattosio e WPC, hanno registrato aumenti a settembre, e gli acquirenti più importanti sono stati Messico e Asia. L’export verso la Corea del Sud e il Giappone è rimasto forte nella prima metà dell’anno, ma ha subito un rallentamento nel terzo trimestre. La domanda cinese, invece, resta debole, con eccezioni relative a siero e WPC.
I flussi di SMP, dopo un inizio debole nel 2024 (-11% nel primo semestre), sono ripresi nel terzo trimestre, trainati dalla maggiore domanda di Messico e Sud-est asiatico (principalmente Filippine). Nonostante il miglioramento, il Messico resta il principale responsabile del calo dei primi 9 mesi dell’anno, poiché i volumi del 2023 sono stati eccezionalmente elevati e difficili da eguagliare. Le spedizioni Usa in Cina, invece, continuano a calare, -52% genn-sett’24/genn-sett’23. L’export di formaggio ha continuato a crescere, sia a settembre che nel terzo trimestre, sostenuto dalla forte domanda messicana. Tuttavia, il ritmo di crescita è rallentato rispetto alla prima metà dell’anno, principalmente a causa del calo delle esportazioni in Giappone e in Corea del Sud. A settembre, le esportazioni Usa di siero sono rimaste robuste, per il sesto mese consecutivo, soprattutto grazie alla domanda del Sud-est asiatico (in particolare l’Indonesia) e della Cina. Ciononostante, le spedizioni in Cina nel 2024 si sono confermate deboli (-2% vs. stesso periodo 2023), mentre quasi tutte le altre destinazioni hanno registrato una crescita, soprattutto l’Indonesia. I flussi di burro sono migliorati, portando i volumi annui al -3% genn-sett’24/genn-sett’23. Il Canada resta la destinazione principale, rappresentando il 68% di tutte le esportazioni di burro statunitense. Tutte le importazioni, ad eccezione di caseina e caseinati, sono aumentate notevolmente, e la UE si conferma primo fornitore. Mentre l’import di formaggio continua a svilupparsi, si è verificata una notevole accelerazione nelle importazioni di burro da giugno, con maggiori volumi provenienti dall’Irlanda.
