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Inalpi: “La qualità alla portata di tutti”

La qualità come diritto e come atto responsabile per un acquisto sostenibile. E’ intorno a questi argomenti che si è svolta, ieri, la tavola rotonda dedicata alla qualità nella sede di Inalpi, a Moretta (Cn). Riuniti attorno al tavolo insieme al padrone di casa, Ambrogio Invernizzi, presidente di Inalpi, c’erano Mario Gasbarrino, amministratore delegato di Decò Italia, la centrale d’acquisto realizzata da Multicedi e Gruppo Arena, Riccardo Uleri, presidente Longino&Cardenal group, Andrea Biagini, di Food&Lifestyle-32 consulting, e Luca Ferrua, esperto di enogastronomia e direttore de “Il Gusto” del gruppo Gedi (Repubblica e La Stampa).

Inalpi, Ambrogio Invernizzi: “Un dovere affrontare temi di sostenibilità e spreco”

Il dibattito è partito da un assunto: nutrirsi non è una scelta ma una necessità, ed è fondamentale riflettere sui come questo atto indispensabile avvenga. D’altronde, i numeri parlano chiaro: ogni anno si produce, nel mondo, cibo per 12 miliardi di persone quando l’intero pianeta è abitato da poco più di 7 miliardi. Di conseguenza, vengono prodotte 931 milioni di tonnellate di scarti di cibo all’anno. “Il cibo deve quindi essere ripensato nella consapevolezza che si tratta di una risorsa limitata. Per questo, è un dovere affrontare temi di sostenibilità e spreco. Anche perché quella del latte è una filiera alimentare ad alto impatto, in particolare per gli allevamenti. E’ necessario, per questo, intervenire studiando la dieta degli animali, come stiamo facendo da qualche tempo anche grazie a Inlab Solution, il nostro centro di ricerca”, ha spiegato Invernizzi. “Dovere della ricerca è anche trovare un modo di produrre alimenti ad alto valore proteico e nutrizionali che possano essere conservati fuori da catena freddo. Senza dimenticare, ovviamente, che il cibo deve essere anche piacere, non solo nutrimento”. Mario Gasbarrino ha analizzato il tema sotto il profilo dei retailer. “Quello di oggi è un mondo polarizzato fra ricchi e poveri. Il retail, in futuro, è destinato a vedere protagonisti i discounter alla tedesca e i grandi player dell’on line. L’unico modo per una piccola e media azienda del retail italiano per sopravvivere è puntare sulla qualità al prezzo giusto. Un nuovo corso cui devono contribuire anche i compratori della distribuzione. Spiega Gasbarrino: “Deve cambiare il retail e deve cambiare la modalità di lavoro dei buyer: occorre stare meno alla scrivania e andare in giro a cercare prodotti. Spesso, sugli scaffali, arrivano prodotti che nessuno ha mai assaggiato. E bisogna scegliere i clienti da servire, non si può essere per tutti. L’intero sistema va ripensato. Deve cambiare la politica commerciale, vanno ridotti i volantini, oggi tutti uguali con sconti sempre più forti. Con questo sistema non si costruisce nulla. Qualità a prezzo accessibile è la vera grande sfida”. La qualità, però, richiede conoscenza. Ed è su questo che Riccardo Uleri, amministratore delegato di Longino&Cardenal, ha qualche dubbio. “La qualità è il nostro motivo di vita. Ma gli italiani non conoscono il loro cibo, o almeno molto meno che negli altri paesi. E si spende poco per il cibo, rispetto agli altri consumi“. La conclusione di Ambrogio Invernizzi punta tutto sulla formazione. “Se vogliamo crescere bisogna formare, avere coraggio nelle scelte e dialogare, confrontarsi, mettersi in discussione. E’ questo il modo di essere Inalpi: affrontare la realtà e discutere per crescere. Con l’obiettivo di creare una qualità democratica e sostenibile”.

In foto, da sinistra: Luca Ferrua, Ambrogio Invernizzi, Mario Gasbarrino, Riccardo Uleri e Andrea Biagini

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