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Cina: a marzo, l’import di formaggi cresce del 47%

Dopo un 2020 positivo, continua la crescita dell’import cinese, secondo l’analisi di Assocaseari dei numeri di Trade Data Monitor, con indubbi vantaggi per tutti i paesi fornitori. L’import di formaggi mostra, anche nel 2021, un tasso di crescita impressionante: nel solo mese di marzo è cresciuto del 47% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Ue ha aumentato la sua presenza sul mercato (16%), che però resta dominato dalla Nuova Zelanda (66%). Quanto al burro, dopo un lento inizio dell’anno, a marzo le importazioni sono aumentate. L’import di butteroil, invece, è aumentato nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. La Ue è riuscita a rafforzare la sua presenza sia sul mercato del burro che su quello del butteroil.

Nonostante un calo registrato a febbraio (contro un febbraio 2020 forte), le importazioni di Wmp hanno raggiunto un picco che non si vedeva dal 2014. La Nuova Zelanda è il principale fornitore (95% delle quote nel primo trimestre 2021). Anche le importazioni di Smp sono aumentate nel 2021. La Ue è stato l’unico fornitore a diminuire leggermente a marzo (-1%), ma i volumi del primo trimestre sono cresciuti in modo significativo, +38% rispetto allo stesso periodo 2020. Gli Stati Uniti sono i fornitori che hanno aumentato maggiormente i volumi esportati, ma la Nuova Zelanda rimane l’origine principale (56%). 

Le importazioni di siero, grazie al ripopolamento degli allevamenti cinesi di suini dopo l’epidemia di peste, continuano a crescere da quattordici mesi consecutivi. Oltre agli Stati Uniti e alla Ue, che detengono circa il 75% delle quote, stanno diventando fornitori anche la Bielorussia e, più recentemente, la Turchia. L’infant formula rappresenta l’unica eccezione di questo trend positivo, in quanto i volumi importati sono diminuiti significativamente nel 2021 dopo un 2020 già debole. 

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