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Santambrogio (Végé): “Riaprire i centri commerciali per evitare assembramenti”

Abbiamo tutti voglia di uscire di casa e spendere, nei negozi fisici, qualche soldo. Poco o tanto che sia, è un desiderio che accomuna quasi tutti, come mostrano le immagini di persone a passeggio nelle vie dello shopping che ogni lunedì i quotidiani propongono con toni allarmati, quasi che il desiderio di normalità sia un preoccupante impulso da soffocare. Nonostante l’incertezza, nonostante la paura di ciò che sarà e l’avvicinarsi di quel 31 marzo, data dello sblocco dei licenziamenti, che fa paura a tutti, il motore principale dell’economia, cioè la necessità e il desiderio di acquistare, non sembrano sopiti.

Eppure, anche se è ovvia la necessità di conciliare la ripresa con la prudenza, i centri commerciali restano inspiegabilmente chiusi nei fine settimana, nei festivi e nei prefestivi. Non sono bastati i tanti ragionevoli appelli arrivati dal mondo della distribuzione per cambiare una regola che risulta penalizzante per gli operatori (con tutte le conseguenze del caso) e anche per il contenimento del virus. I centri commerciali, per loro natura, consentirebbe infatti di contingentare in maniera piuttosto efficiente, senza dubbio più di ciò che si può fare in centro città o nei mercati rionali, ad esempio, dove gli assembramenti sono la regola. Inoltre, si tratterebbe di moltiplicare il numero dei punti vendita accessibili, diluendo maggiormente i clienti. Proprio questo è il nocciolo dell’appello lanciato da Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Végé, che prova ancora una volta a chiedere la riapertura degli oltre 1.500 centri commerciali del nostro Paese con i loro circa 36mila negozi non food.

Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Végé

La restrizione nei confronti dei centri commerciali è contraria alla logica di evitare assembramenti e di mantenere del controllo dei flussi. È corretto tutelare sempre la salute dei cittadini ma per farlo è necessario aumentare, non diminuire, i luoghi dove poter acquistare per garantire lo shopping in totale sicurezza ed evitare gli assembramenti. La chiusura dei centri commerciali nel weekend riduce, infatti, il numero di punti vendita in cui effettuare gli acquisti comportando pericolosi assembramenti nelle vie dello shopping dei centri storici e urbani”.

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