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Prezzi: grana e parmigiano tornano a crescere

Fin dall’inizio dell’anno, grana e parmigiano erano alla prese con significativi cali, sia nelle quotazioni delle borse merci sia a scaffale. Oggetto di promozioni e tagli prezzo particolarmente spinti, viaggiavano ormai stabilmente con il segno meno. Non solo davanti al confronto con la quotazione dell’anno scorso, ma anche con quella della rilevazione precedente. Mai in sofferenza nei volumi, sia in Italia che all’estero, le due Dop dei grana italiani sembravano però non riuscire a invertire il trend ribassista dei prezzi.

Bene i bollettini. E anche le quotazioni a scaffale

Ma dal mese di settembre le cose hanno iniziato stabilmente a cambiare e, ad ogni rilevazione delle borse merci, si registra una crescita, come mostrano i dati di Clal.it, più marcata per il parmigiano reggiano nelle sue diverse stagionature. Il padano cresce soprattutto nella versione dieci mesi ed ha una risalita più lenta rispetto al cugino reggiano. Di certo, siamo ancora molto lontani dai prezzi 2019. L’ultimo bollettino riporta un calo del 15,76% nel confronto con i prezzi di un anno fa, per il padano 10 mesi, e del 13,24% per il reggiano 12 mesi. Le buone notizie, però, arrivano anche dai banchi del retail. Dove ad agosto, secondo l’analisi Iri per Clal.it, i prezzi sono cresciuti dell’1,73% per il padano e del 3,57% per il parmigiano. Tradotto in cifre, significa un prezzo di 12,61 euro al chilogrammo per il grana e di 17,29 euro per il parmigiano.

Sempre lontani dai corsi 2019, questi numeri portano un po’ di respiro ai produttori e, probabilmente, determineranno una risalita dei prezzi del latte. Fatto, questo, che potrebbe creare qualche difficoltà, sopratutto al di fuori del circuito di queste due Dop, vista l’impossibilità di ritoccare i listini con la Gdo

Gli effetti sul prezzo del latte

Sempre lontani dai corsi 2019, questi numeri portano un po’ di respiro ai produttori e, probabilmente, determineranno una risalita dei prezzi del latte. Fatto, questo, che potrebbe creare qualche difficoltà, sopratutto al di fuori del circuito di queste due Dop, vista l’impossibilità di ritoccare i listini con la Gdo. Il retail, che pure registra incrementi notevoli nelle vendite, si trova sempre di più a fare i conti con un consumatore più povero. O, comunque, talmente spaventato dagli eventi e dal timore di future difficoltà economiche, da cominciare a stringere la cinghia. Fino ad ora i formaggi erano stati poco toccati da questo trend, perché scelti sia per praticità sia per il piacere edonistico e l’utilizzo in cucina. Ma la seconda ondata di queste settimane sta generando preoccupazioni molto più forti e le misure introdotte rischiano di sparigliare ancora una volta le carte di un mercato che, in questo tormentato 2020 ,si è già dovuto reinventare più volte.

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