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Sial: confermare il 2020 o spostare la fiera al 2022? Gli espositori al voto

Fino all’altro ieri, i francesi sembravano orientati alla linea più dura: mantenere la fiera dal 18 al 22 ottobre 2020 e non concedere agli espositori che l’avrebbero disertata nessun rimborso, se non l’utilizzo del 50% della caparra già versata per l’edizione 2022. A differenza di tutte le altre manifestazioni dell’agroalimentare, rinviate ad un già affollatissimo calendario 2021 (argomento su cui torneremo, ndr), Sial voleva andare in scena, pur se con una edizione ridotta a causa delle norme anticoronavirus e delle limitazioni negli spostamenti, che avrebbero ridotto notevolmente la presenza di buyer esteri. Una scelta però non gradita agli espositori, in primis agli italiani, che temevano di essere costretti a scegliere fra due opzioni entrambe in perdita: avventurarsi in una trasferta onerosa e poco remunerativa, in termini di business, o perdere il 50% di quanto già versato.

Si decide con un sondaggio on line


Le proteste non si sono fatte attendere e sono arrivate da tutte le latitudini. Sono gli stessi organizzatori di Sial ad ammettere che “la maggior parte dei nostri clienti sembra esprimere una forte volontà di rinviare l’evento. Questo ci fa mettere in dubbio il mantenimento di Sial Paris nell’ottobre 2020. E così, per evitare che il pugno di ferro si trasformasse in un gigantesco boomerang, con il rischio concreto di ritrovarsi una fiera vuota o, ancora peggio, di doverla rinviare all’ultimo minuto, dalle parti della Ville Lumiere sono scesi a più miti consigli. Inviando una comunicazione agli espositori che mette la palla direttamente nelle loro mani. Si legge nella comunicazione: “Per rispondere a questa enorme richiesta di rinvio di Sial, dobbiamo fare appello a te per l’ultima volta e ti chiediamo di esprimere il tuo voto, in modo che possiamo prendere una decisione in linea con maggioranza”. Semplici le due alternative: vuoi che Sial si tenga nel 2020 e accetti una versione ridotta o preferisci uno spostamento al 2022, con l’impegno di confermare la partecipazione e la prenotazione di uno spazio almeno equivalente a quello previsto nel 2020?

Ma c’è poca attesa per i risultati


La scadenza della consultazione è fissata per oggi, venerdì 17. Difficile immaginare un voto diverso dal rinvio al 2022, a stragrande maggioranza. Troppe le incertezze, troppi i problemi, troppo alti i costi così come i rischi. Mentre appare ormai certo che ben pochi potrebbero essere i buyer pronti a varcare i cancelli di Paris Nord Villepinte, senz’altro non abbastanza da giustificare una fiera. Senza considerare tutte le difficoltà logistiche. Il Covid si è abbattuto sul mondo delle fiere come una tempesta perfetta: Viaggi, assembramenti, strette di mano, code e affollate degustazioni sono il presupposto di ogni manifestazione. Senza tutto questo le fiere, almeno come le abbiamo sempre conosciute, non avrebbero senso di esistere. Nemmeno a Parigi.

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