trasformazione & dintorni

Il cappuccino, la brioche e il mercato che ancora non c’è

  • Gli effetti del lockdown sul caseario, a cominciare dalla colazione degli italiani
  • Uno scenario tutto da riscrivere, fra chiusure di canali e mercati
  • Tante domande, poche riposte e un nuovo carrello da decifrare

Cosa è successo davvero durante il lockdown a chi lavora latte e formaggi? Per capirlo, proviamo a fare un esempio: produrre una brioche richiede la farina e il latte; poi servono le uova, il burro e lo zucchero, tutti in abbondante quantità. Ora proviamo a moltiplicare queste quantità per il numero di brioche che si vendono ogni giorno in bar e pasticcerie del nostro Paese. Aggiungiamo il latte e il caffè usati per il cappuccino che accompagna, immancabile, la brioche. Poi, ancora, moltiplichiamo il risultato per i giorni di chiusura di questi punti vendita in Italia. Il numero che si ottiene è la misura di un solo granello di tutto ciò che in un attimo è andato perduto.

Il quadro del lattiero caseario oggi, in Italia, è tutto da riscrivere, da analizzare, da comprendere. Questo non è il tempo delle polemiche, ma del ragionamento, delle azioni, delle domande e delle risposte.

Come si muovono il food service e l’Horeca? E in Gdo, qual è l’andamento delle vendite, dopo la ripartenza? Quali sono le difficoltà per i trasformatori? E quale il futuro dei prezzi, per le materie prime e il prodotto finito? Le domande sono tante. E riguardano una una filiera, una comunità, chiamata prima di tutto a garantire la presenza del cibo sugli scaffali dei supermercati, anche durante la fase di maggiore emergenza. Ma che, per far questo, ha attraversato un mare in burrasca senza nemmeno sapere quando avrebbe avvistato terra.

Noi proveremo a scattare la vera fotografia di questo momento, cercando di mettere a fattor comune idee, energie e valori di questa straordinaria filiera. 

Vi racconteremo come sta cambiando il carrello e quanto si può fare per sostenere queste imprese. E cosa, invece, non andrebbe assolutamente fatto. Perché possano lavorare oggi. E continuare a farlo anche domani.

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