USA: il successo dei formaggi premium, trainato da Italia e Spagna
Il 2025 conferma l’apprezzamento per i formaggi premium negli Stati Uniti: il deli specialty (banco gastronomia) cresce dell’8% in valore e volume anno su anno, trainato da formaggi spagnoli (queso fresco, chihuahua, cotija) e italiani (parmigiano, mozzarella, burrata). Sullo sfondo ci sono i consumi pro capite di formaggio che restano su livelli record, con il retail che nel 2024 ha registrato +2,3% a volume e penetrazione al 97% delle famiglie.
La fotografia 2025 di Circana evidenzia un doppio movimento: arretra la famiglia di formaggi “American” (circa −5% YTD), mentre si rafforzano le specialità “topping & melting” e le origini spagnole/italiane, proprio nel deli dove l’acquisto è più esperienziale (taglio al banco, degustazioni, formati da occasione).
Sul piano dell’offerta, il “premium” è sostenuto anche dalla produzione: il Wisconsin, primo Stato lattiero-caseario USA, ha aumentato del 28% la produzione di specialty cheese nel 2024.
Entrando nel dettaglio, i tre principali formaggi spagnoli (queso fresco, queso quesadilla, panela) contribuiscono quanto la mozzarella all’incremento dei volumi retail; ottime le performance della burrata, che cresce del 24% a valore. Ma come vengono utilizzati questi prodotti? L’86% del formaggio a casa è utilizzato come ingrediente (sandwich, piatti messicani e italiani in testa).
La dinamica favorevole di questi formaggi premium si inserisce in un contesto generale USA di produzione in crescita e prezzi all’ingrosso in altalena, fattori che spingono a spostare il baricentro verso referenze a maggior valore, anche con linee “senza lattosio” o “alto contenuto proteico” per intercettare consumatori attenti alla funzionalità.
