Stati Uniti: il 73% dei consumatori acquista formaggio quando fa la spesa
Il formaggio si conferma centrale nei consumi alimentari degli americani. Secondo una indagine condotta da Talker Research per Undeniably Dairy, in occasione del National Dairy Month, il 73% dei consumatori statunitensi dichiara di acquistare formaggio sempre o spesso quando fa la spesa. Il dato conferma il ruolo ormai stabile del prodotto nel carrello anche come ingrediente pratico e fonte di proteine quotidiane negli Usa.
La ricerca, realizzata su un campione di 5mila consumatori, mostra che il formaggio mantiene una forte componente emotiva. Il 52% degli intervistati si definisce “cheese-obsessed”, mentre l’82% considera il formaggio uno dei propri alimenti preferiti. Il prodotto è anche molto utilizzato come ingrediente: il 91% degli intervistati lo indica tra topping e componenti preferiti dei pasti, mentre il 77% lo considera una scelta abituale per lo snack.
Gusto, praticità e proteine
Il gusto resta il primo motivo di consumo, ma l’indagine evidenzia anche un cambiamento nella percezione nutrizionale. Più della metà dei consumatori di formaggio, il 54%, dichiara di cercarlo anche come fonte di proteine. Il dato si inserisce in una tendenza più ampia del mercato alimentare statunitense, dove l’attenzione al contenuto proteico è cresciuta in molte categorie, dagli yogurt agli snack, fino ai prodotti pronti.
“Questa ricerca suggerisce che, mentre il gusto resta un driver chiave, molti americani scelgono il formaggio anche perché è una buona fonte di nutrienti come le proteine, che aiutano a dare una sensazione di sazietà più duratura”, ha dichiarato Katie Brown, presidente del National Dairy Council. “Questa combinazione di piacere e nutrizione duratura contribuisce a rendere il formaggio un’opzione versatile nei pasti e negli snack”.
Il formaggio appare quindi sempre meno confinato a un’unica occasione di consumo. Il 16% degli intervistati afferma di mangiarlo “costantemente”, il 61% spesso o qualche volta, mentre solo il 3% dichiara di non consumarlo mai. La versatilità emerge anche dagli utilizzi citati dai consumatori, che lo aggiungono a preparazioni molto diverse, dai piatti tradizionali agli snack, fino a combinazioni più inconsuete.
Cheddar, mozzarella e Parmesan tra i preferiti
Tra le varietà più amate prevalgono i grandi classici del mercato statunitense. Il cheddar è al primo posto, scelto dal 77% degli intervistati, seguito dalla mozzarella con il 74% e dal Parmesan (questo il termine utilizzato, senza ulteriori specifiche, ndr) con il 64%. Seguono American cheese, cream cheese, provolone, Monterey Jack, Colby, Pepper Jack e Swiss.
Il dato conferma la forza delle categorie più consolidate, ma anche la capacità del formaggio di muoversi tra usi diversi: cucina domestica, topping, snack, preparazioni veloci e consumo conviviale. La mozzarella, in particolare, beneficia della sua presenza in molte ricette di largo consumo, mentre il Parmesan mantiene un ruolo riconoscibile come formaggio da grattugia e ingrediente ad alto impatto aromatico.
L’indagine segnala anche una particolare attenzione da parte dei consumatori più giovani. Il 61% della Gen Z si definisce appassionato di formaggio, contro il 57% dei millennial, il 54% della Gen X e il 44% dei baby boomer. È un elemento interessante per l’industria lattiero-casearia, perché indica che il prodotto conserva attrattività anche tra le generazioni più esposte a nuovi stili alimentari, snack alternativi e prodotti ad alto contenuto proteico.
Un prodotto maturo che continua a trovare nuove occasioni
Per il mercato dairy statunitense, il risultato dell’indagine conferma la solidità del formaggio come categoria matura ma ancora dinamica. La crescita non passa solo dall’aumento dei volumi, ma dalla moltiplicazione delle occasioni di consumo: snack, pasti veloci, ricette domestiche, comfort food e alimentazione ad alto contenuto proteico.
Il dato è rilevante anche per il comparto europeo e italiano, perché gli Stati Uniti restano un mercato strategico per molti formaggi importati, ma anche un contesto fortemente competitivo. In questo scenario, la domanda resta ampia, ma richiede posizionamenti chiari: gusto, praticità, contenuto proteico, origine e riconoscibilità diventano leve diverse, da combinare a seconda del prodotto e del canale.
La fotografia che emerge dalla ricerca è quella di un consumatore americano che usa il formaggio in modo sempre più trasversale. Non solo tagliere o ingrediente tradizionale, ma presenza quotidiana nel carrello, nello snack e nelle preparazioni domestiche. Insomma, anche in un mercato alimentare molto esposto alle mode nutrizionali, il formaggio resta uno degli alimenti più radicati e adattabili.
