Stati Uniti: forte la domanda di formaggio Ue. Rallenta il burro
L’import dagli Stati Uniti, a marzo, ha fatto registrare un rallentamento dei volumi di burro, dopo l’impennata registrata alla fine del 2024. I volumi provenienti dall’Irlanda si sono normalizzati, mentre continuano a crescere quelli dalla Nuova Zelanda. La domanda di formaggio Ue è rimasta forte, con importazioni in aumento sia a marzo (+11%) che nel primo trimestre (+7%).

Sul fronte delle esportazioni lattiero casearie degli Stati Uniti, dopo cinque mesi di debolezza i numeri sono tornati positivi a marzo, anche se confrontati con una base debole del 2024. L’aumento è stato trainato principalmente dal grasso butirrico e, in misura minore, dal siero; i Paesi che hanno contribuito maggiormente ala crescita sono Messico, Canada e Cina. Le spedizioni nel primo trimestre sono inferiori del 3% rispetto allo stesso periodo 2024 in termini di Equivalente Latte. Il calo è dovuto in gran parte ai minori flussi di SMP e di lattosio.
L’export di formaggio, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari, è diminuito per la prima volta da dicembre 2023, principalmente a causa dei volumi record di marzo 2024, difficili da eguagliare. L’aumento delle spedizioni verso Giappone e Sud-est asiatico ha contribuito a compensare il calo di Messico, Australia, Sud-Corea e Paesi MENA. Nel primo trimestre, Giappone e Corea del Sud hanno guidato la crescita, mentre la domanda messicana è diminuita. Le esportazioni di latte scremato in polvere (SMP), restano deboli, nonostante un modesto aumento a marzo trainato da Messico e Filippine. Il calo del primo trimestre è dovuto principalmente alla minore domanda proveniente dal Sud-est asiatico, in particolare da Malesia, Vietnam e Indonesia. Anche la domanda nell’area MENA è diminuita significativamente, mentre i volumi destinati a Messico e Perù sono aumentati. La forte domanda cinese di siero statunitense ha più che compensato la debolezza dei flussi diretti verso Sud-est asiatico, Messico e Giappone, sia a marzo che nel primo trimestre. La crescita dell’export di burro continua ad accelerare, sostenuta dai prezzi statunitensi decisamente competitivi. I mercati che hanno contribuito maggiormente sono il Canada, che rimane la destinazione principale (61% delle esportazioni totali), l’Arabia Saudita, la Corea del Sud e la UE. Le esportazioni di butteroil sono aumentate per il decimo mese consecutivo. Messico e Canada rappresentano ora l’84% della domanda totale.
