Prezzi delle commodity lattiero-casearie in rialzo nel primo trimestre, resta alta l’offerta di latte
Le quotazioni globali delle commodity lattiero-casearie hanno mostrato un recupero nel primo trimestre dell’anno, sostenute soprattutto dagli aumenti registrati nelle aste Global Dairy Trade. Tuttavia il mercato internazionale continua a essere caratterizzato da un’ampia disponibilità di latte, con una produzione mondiale che cresce ancora più rapidamente della domanda. È quanto emerge dal nuovo Global Dairy Quarterly Q1 pubblicato da Rabobank, uno dei principali istituti internazionali di analisi per il settore agroalimentare.
Rimbalzo delle quotazioni
Secondo il report, nel corso degli ultimi mesi i prezzi dei principali prodotti lattiero-caseari hanno registrato un rialzo, particolarmente evidente per le commodity di origine Nuova Zelanda e Australia.
Il miglioramento del sentiment di mercato è stato sostenuto soprattutto dalla serie di aumenti registrati nelle aste Global Dairy Trade, piattaforma che rappresenta uno dei principali riferimenti internazionali per la formazione dei prezzi di latte in polvere e altri prodotti lattiero-caseari. Rabobank sottolinea tuttavia che il recente recupero delle quotazioni si inserisce in un contesto di mercato ancora ampiamente rifornito.
Produzione mondiale in crescita
La produzione di latte continua infatti ad aumentare nella maggior parte delle principali regioni esportatrici. Secondo l’analisi di Rabobank, i volumi risultano superiori rispetto allo scorso anno in Unione Europea, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Sud America, mentre l’Australia rappresenta l’unica grande area esportatrice in cui la produzione resta inferiore ai livelli dell’anno precedente.
La crescita dell’offerta globale è stata favorita anche dai prezzi relativamente bassi dei mangimi, che hanno sostenuto la redditività degli allevamenti e incoraggiato un aumento della produzione. Per questo motivo, il report avverte che l’attuale rialzo dei prezzi potrebbe non essere ancora strutturalmente stabile.
Il fattore geopolitico
Secondo Michael Harvey, senior dairy analyst di Rabobank, anche l’evoluzione del contesto geopolitico potrebbe influenzare rapidamente il mercato. In particolare, le tensioni legate al conflitto con l’Iran e più in generale l’instabilità in Medio Oriente potrebbero incidere sui flussi commerciali internazionali.
Il Medio Oriente rappresenta infatti un mercato importante per diversi prodotti lattiero-caseari, tra cui latte in polvere, fat-filled powders e latte evaporato. Eventuali interruzioni delle rotte commerciali o della domanda potrebbero quindi avere effetti immediati sull’equilibrio del mercato globale.
Il calo dei prezzi a fine 2025
L’abbondanza di latte sul mercato mondiale aveva già avuto un impatto evidente sulle quotazioni nell’ultima parte del 2025. Nel quarto trimestre dello scorso anno i prezzi di diversi prodotti lattiero-caseari, tra cui burro, latte intero in polvere, latte scremato in polvere, formaggi e siero di latte, avevano registrato una flessione.
I mercati delle proteine del latte hanno mostrato tuttavia una maggiore resilienza. Prodotti come latte scremato in polvere, formaggi e siero hanno registrato cali più contenuti, mentre il prezzo del siero ha continuato a crescere sostenuto dalla domanda di ingredienti proteici ad alto valore nutrizionale.
Latte: una crescita destinata a rallentare
Nonostante l’attuale abbondanza di latte sul mercato, Rabobank prevede che la crescita dell’offerta globale possa rallentare nel corso del 2026. La pressione sui margini degli allevatori sta infatti aumentando in molte regioni del mondo, fattore che potrebbe limitare l’espansione della produzione.
Secondo le stime dell’istituto, la produzione dei sette principali esportatori mondiali – Unione Europea, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Brasile, Argentina e Uruguay – dovrebbe crescere nel 2026 di appena 0,2%, dopo l’aumento del 2,6% registrato nel 2025.
Australia in controtendenza
Tra i principali esportatori, l’Australia rappresenta l’unica grande area in cui la produzione di latte continua a risultare inferiore ai livelli dello scorso anno, anche se il calo si sta progressivamente attenuando.
Dall’inizio della stagione lattiero-casearia il 1° luglio 2025 la produzione australiana è risultata inferiore dell’1,2%rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 5,3 miliardi di litri a gennaio. Il calo è stato guidato soprattutto dalle regioni di Victoria occidentale e South Australia, mentre si registrano segnali di recupero in New South Wales e Tasmania.
Rabobank prevede che la stagione lattiero-casearia australiana si chiuderà il 30 giugno 2026 con una flessione complessiva della produzione di circa 1%. Sul fronte del commercio internazionale, tra luglio e dicembre 2025 i volumi complessivi delle esportazioni lattiero-casearie australiane sono diminuiti dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il valore delle esportazioni è tuttavia aumentato del 5,6%, grazie soprattutto a migliori ritorni per formaggi e latte liquido. La forte domanda di ingredienti proteici ha inoltre portato a un aumento significativo delle importazioni di siero. Nel 2025 gli acquisti australiani sono cresciuti del 76%, raggiungendo 13.700 tonnellate.
