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Formaggi oltre quota 6 miliardi: nel 2025 l’Italia esporta più del doppio di quanto importa, a valore

Numeri record per il commercio estero dei formaggi italiani. Nel 2025 il valore delle esportazioni ha superato di oltre due volte quello delle importazioni, segnando un passaggio storico per il lattiero-caseario nazionale e confermando il peso crescente del settore nella bilancia commerciale agroalimentare. È la prima volta che l’Italia dei formaggi ottiene questo risultato.

Un record storico per i formaggi d’Italia

Secondo i dati ISTAT elaborati da CLAL, nel 2025 le esportazioni italiane di formaggi hanno superato i 6 miliardi di euro, mentre le importazioni si sono fermate sotto 3 miliardi di euro. Il risultato rappresenta una soglia simbolica per il settore: per la prima volta nella storia il valore dell’export supera di oltre il doppio quello dell’import.

Il dato esprime con chiarezza il contributo crescente dei formaggi alla performance dell’intero sistema Paese sui mercati internazionali. Negli ultimi due decenni l’export ha registrato una crescita costante, accelerata negli ultimi anni dalla domanda globale di formaggi europei a maggiore valore aggiunto.

Saldo positivo anche nei volumi

Il bilancio commerciale dell’Italia è positivo anche dal punto di vista quantitativo. Nel 2025 l’Italia ha esportato 679 mila tonnellate di formaggi, circa 45 mila tonnellate in più rispetto ai volumi importati.

Il differenziale tra valore e volumi riflette una caratteristica strutturale: i formaggi italiani esportati hanno un prezzo medio unitario più elevato rispetto a quelli acquistati dall’estero. A trainare il risultato sono in particolare le produzioni DOP, che rappresentano la componente più dinamica dell’offerta italiana sui mercati internazionali.

L’Italia resta importatrice in equivalente latte

Se si analizzano gli scambi complessivi in equivalente latte (ME) il quadro cambia però in modo significativo. L’Italia rimane infatti strutturalmente importatrice di materia prima lattiera. Nel 2025 il divario tra import ed export in equivalente latte ha superato 1 milione di tonnellate, con un aumento di circa 200 mila tonnellate rispetto al 2024.

Questo squilibrio è legato alla necessità di integrare la disponibilità di latte nazionale per sostenere la produzione industriale e soddisfare la domanda interna. Nel corso del 2025 si è registrata una diminuzione delle importazioni di latte sfuso, scese del 7,6%, soprattutto negli ultimi mesi dell’anno. Allo stesso tempo sono aumentati gli ingressi di altri prodotti lattiero-caseari.

Le importazioni sono cresciute in particolare per formaggi, con un incremento del 9,4%, per latte scremato in polvere, in aumento del 8,7%, e per latte condensato, salito del 16%. Si registra inoltre una forte crescita delle importazioni di prodotti freschi come yogurt, aumentato del 11,1%, e di altri latti fermentati, che hanno segnato un incremento del 22,4%.

Il contesto europeo

Il risultato italiano si inserisce in un quadro di forte dinamismo dell’export lattiero-caseario europeo.

Secondo il rapporto della Commissione Europea “Monitoring EU Agri-food Trade”, nel 2025 l’Unione Europea ha raggiunto un valore record di 238,4 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari, confermandosi il principale esportatore mondiale davanti a Stati Uniti e Brasile. All’interno di questo scenario il lattiero-caseario rappresenta la seconda categoria più esportata dall’Unione.

Il valore delle esportazioni del comparto ha raggiunto 20,8 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto al 2024. La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei prezzi di mercato di prodotti come burro, formaggi e cagliate, con queste ultime che da sole hanno generato 9,1 miliardi di euro di export. Il rafforzamento del valore unitario dei prodotti europei ha compensato una produzione di latte leggermente in calo, dimostrando la capacità del settore di mantenere margini elevati grazie alla domanda globale per i prodotti di qualità.