Bitto Dop: al via la stagione dell’alpeggio
45 alpeggi coinvolti, oltre 11 mila ettari di pascoli e prati, circa 3000 bovine da latte e 300 capre: parte la stagione della transumanza in Valtellina per produrre il Bitto Dop. Si rinnova anche quest’anno, con numeri in linea con la stagione 2024, la tradizione millenaria che, da giugno a settembre, vede gli alpeggiatori salire in quota a 1.400-2.300 metri in provincia di Sondrio e di Lecco (e in alcuni Comuni limitrofi della Val Brembana). Il Bitto Dop formaggio d’alpeggio frutto di mani sapienti e di un rituale antico: il latte ancora caldo di mungitura viene lavorato due volte al giorno, all’alba e al tramonto, sul posto, ogni giorno e con qualsiasi tempo, e messo a stagionare nelle casere d’alpe per almeno 70 giorni per essere poi marchiato dal Consorzio. Ma il Bitto DOP è anche un prodotto da meditazione (può invecchiare fino a 10 anni), da degustare con rispetto, perché raro e autentico: sono solo 15.431 le forme prodotte nell’estate 2024.
A valle c’è il Valtellina Casera
A valle, invece, il Valtellina Casera, il semigrasso di latteria oggi prodotto tutto l’anno, è il terzo prodotto gastronomico più conosciuto della Valtellina dopo bresaola e pizzoccheri, con il 34% degli italiani che lo ha assaggiato e lo apprezza secondo la nuova indagine SWG – Valtellina Taste of Emotion per CCIAA di Sondrio. Dopo un ottimo 2024 che ha registrato un +8,9% a volume (oltre 221mila forme prodotte) +10,3% a valore alla produzione (13,2 milioni di euro), le stime dei primi 5 mesi del 2025 sono in linea all’anno precedente con oltre 99 mila forme marchiate. Si prevede inoltre un aumento delle vendite nell’ordine del 3%.
Marco Degli: “Bitto e Valtellina Casera impattano per 15,9 milioni di euro sulla provincia di Sondrio”
Per Marco Deghi, presidente del Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto: “Dopo bresaola e pizzoccheri, Bitto e Valtellina Casera sono tra i prodotti gastronomici più identitari della Valtellina: due formaggi sempre più conosciuti e riconosciuti nella loro specificità di produzioni eroiche e di montagna. Un baluardo per preservare ecosistema sociale e ambientale di questa valle, ma anche un sostegno economico importante per un intero territorio. Oggi queste produzioni impattano per 15,9 milioni di euro sulla provincia di Sondrio, trainate soprattutto dal Valtellina Casera, in costante crescita, anche all’estero (+11,2% nel 2024). Negli ultimi 5 anni (2019-2024) entrambe le Dop sono cresciute a valore mettendo a segno complessivamente un +37,6%. Risultati, questi, frutto di un lavoro continuo verso il miglioramento della qualità e del supporto ai nostri produttori”.
Nello specifico, negli ultimi cinque anni il Bitto DOP ha fatto e deve fare i conti con le frequenti difficoltà nel mantenere il carico degli alpeggi, ma comunque registra significativi aumenti a valore, e il Valtellina Casera DOP ha messo a segno un vero e proprio boom con un + 44,5 % a valore complessivo della produzione.
“Ora, in quanto soci del Distretto Agroalimentare di qualità della Valtellina (DAQ), puntiamo ad accrescere ulteriormente la visibilità dei prodotti presso il pubblico estero – continua Deghi – anche grazie al traino delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, di cui il DAQ è Sponsor. In particolare, l’obiettivo è aumentare nel medio periodo l’export verso i mercati di prossimità, soprattutto in Francia e Germania. Paesi questi a cui è rivolto un progetto di promozione specifico proprio da quest’anno”.
