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Cina, a settembre l’import dairy accelera: crescono formaggi e grassi

Le importazioni lattiero-casearie cinesi hanno registrato a settembre un aumento dell’11,4% su base annua, espresso in equivalente latte, segnando un netto miglioramento rispetto ad agosto. Riprendono gli acquisti di latte intero in polvere e aumentano quelli di formaggi, burro e butteroil. Per l’Unione europea il quadro resta però a due velocità: a settembre le forniture dairy alla Cina sono cresciute del 6,9%, ma nei primi nove mesi restano inferiori del 5,1% rispetto al 2025. Sul siero, in particolare, l’Ue continua a perdere terreno rispetto agli Stati Uniti.

La domanda cinese di prodotti lattiero-caseari torna a dare segnali di maggiore vivacità, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. A settembre 2026, infatti, le importazioni complessive sono cresciute dell’11,4% rispetto allo stesso mese del 2025 in equivalente latte, accelerando rispetto al mese precedente. Il miglioramento è diverso all’interno delle varie categorie. L’import di latte intero in polvere ha continuato a crescere, mentre quello di latte scremato in polvere è rimasto debole. Aumentano inoltre gli acquisti di formaggi, mentre burro e butteroil proseguono un percorso di crescita che potrebbe portare il 2026 a chiudersi con nuovi livelli record.

Per l’Ue settembre positivo, ma sui nove mesi è ancora in calo

L’Unione europea ha esportato in Cina a settembre 68.119 tonnellate di prodotti dairy, il 6,9% in più rispetto a un anno prima. Il dato mensile positivo non è però sufficiente a recuperare il ritardo accumulato dall’inizio dell’anno: tra gennaio e settembre le spedizioni europee si fermano a 566.665 tonnellate, -5,1% sul 2025. La Nuova Zelanda rimane nettamente il primo fornitore, con oltre 970mila tonnellate nei nove mesi e una crescita dello 0,8%. Gli Stati Uniti, terzo fornitore in volume, registrano invece una flessione del 10%. Sul valore, la posizione europea appare migliore: nei primi nove mesi l’export Ue verso la Cina vale circa 3,59 miliardi di dollari, lo 0,9% in più rispetto allo scorso anno nonostante la riduzione dei volumi.

Formaggi: gli acquisti crescono nonostante i dazi

Un segnale particolarmente interessante arriva dai formaggi. La Cina sta aumentando gli approvvigionamenti dall’estero, compresi quelli provenienti dall’Unione europea. Secondo l’analisi Assocaseari, questo suggerisce che i dazi compensativi applicati ai prodotti dairy europei abbiano finora avuto sui formaggi un impatto più contenuto rispetto a quello osservato per la panna. La posizione dell’Ue, tuttavia, si è indebolita nel tempo: la quota europea sulle importazioni cinesi di formaggio è scesa al 13%, contro il 19% registrato nel 2024. La crescita del mercato, quindi, non significa necessariamente un recupero delle quote europee.

Sul siero avanzano gli Usa

Ancora più evidente è lo spostamento degli equilibri nel siero. La riduzione delle importazioni cinesi ha penalizzato soprattutto i fornitori europei, con un calo del 19%. La quota dell’Ue sul mercato cinese è scesa al 29%, mentre gli Stati Uniti sono saliti al 46%. È un dato particolarmente significativo proprio nella fase in cui whey e proteine del siero sono diventate una delle aree più dinamiche e remunerative del dairy mondiale. La Cina torna dunque a comprare più latte e derivati, ma il recupero della domanda non distribuisce i benefici in modo uniforme tra prodotti e Paesi fornitori.

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