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USA, export di formaggi da record a luglio: +25%

Le esportazioni Usa di formaggio raggiungono a luglio un nuovo massimo mensile con 65.636 tonnellate, +25% sull’anno precedente, e salgono del 24% nei primi sette mesi. Crescono anche siero, WMP e butteroil, mentre l’SMP perde il 23%. Sul fronte opposto aumentano per il terzo mese consecutivo le importazioni di formaggio, sostenute soprattutto dall’UE e dall’Italia.

Il dairy a stelle e strisce continua a guadagnare spazio sui mercati internazionali, ma con traiettorie molto differenti fra prodotti. A luglio le esportazioni di formaggio hanno raggiunto 65.636 tonnellate, con un aumento del 25% rispetto allo stesso mese del 2025 e un nuovo record storico mensile. Nei primi sette mesi dell’anno le spedizioni hanno superato 431mila tonnellate, +24%, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Il dato conferma la forza di una categoria sulla quale l’industria americana sta investendo nuova capacità produttiva e che trova una domanda particolarmente dinamica nei mercati vicini e nell’area Asia-Pacifico.

Secondo Trade Data Monitor, a sostenere la crescita continuano a essere soprattutto Messico e altri mercati dell’America Latina, ai quali si aggiungono Corea del Sud, Australia e Giappone.

Formaggi e siero guidano la crescita

Accanto ai formaggi continua a crescere anche il siero di latte. Le esportazioni aggiungono a luglio 53.535 tonnellate, +18%, mentre il cumulato dei primi sette mesi sale a 355.347 tonnellate, +19%. Nel mese, l’incremento è stato sostenuto soprattutto da Canada, Indonesia e Cina. Sul dato da inizio anno sono invece Cina e Canada a concentrare gran parte dell’aumento dei volumi.

Anche il WMP resta in territorio positivo: +8% a luglio e +15% da gennaio, seppure su quantitativi decisamente più contenuti rispetto a formaggi e whey. Molto forte anche la crescita cumulata di burro e butteroil: nei primi sette mesi le esportazioni aumentano rispettivamente del 69% e del 62%. Nel caso del burro, però, luglio interrompe la corsa con un -9%. Il confronto è condizionato anche dagli eccezionali flussi che nel 2025 erano stati destinati all’Unione europea e all’Australia e che quest’anno non si sono ripetuti.

SMP: a luglio -23%

La principale debolezza riguarda invece il latte scremato in polvere. Dopo i segnali di miglioramento osservati tra ottobre 2025 e aprile 2026, l’export ha nuovamente invertito la direzione. A luglio le spedizioni di SMP si fermano a 46.033 tonnellate, con una contrazione del 23% rispetto all’anno precedente.

Anche il cumulato resta negativo: 367.799 tonnellate nei primi sette mesi, -6%. La frenata riguarda in particolare Filippine, Messico e Vietnam. Nel dato da inizio anno è soprattutto l’America Latina, e il Messico in particolare, a pesare sulla contrazione. Il Sud-Est asiatico mantiene invece volumi relativamente stabili e rappresenta il 28% dell’export statunitense di SMP, contro il 69% destinato all’America Latina. Deboli anche WPC, -13% a luglio e -20% da gennaio, e infant formula, che pur crescendo del 12% nel mese resta a -24% nel cumulato.

Anche gli USA importano più formaggio

Il quadro commerciale americano non è però soltanto quello di un esportatore in crescita. A luglio gli Stati Uniti hanno importato 17.336 tonnellate di formaggio, +17% rispetto allo stesso mese del 2025. È il terzo incremento mensile consecutivo. La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’Unione europea e, in particolare, dall’Italia. Nel cumulato gennaio-luglio l’import arriva a 114.598 tonnellate e resta quasi stabile, +1%, ma l’UE è stata il principale motore dell’aumento, compensando le minori forniture provenienti da Canada e Nicaragua.

Ancora più vistoso il dato del burro, con importazioni più che raddoppiate a luglio: 8.470 tonnellate, +102%. Nei primi sette mesi l’incremento è del 55%. Anche la Nuova Zelanda aumenta le spedizioni verso il mercato americano, +14% da inizio anno, e copre circa un quarto delle importazioni USA della categoria.