Indice dairy FAO, ad agosto primo rialzo dopo quattro mesi: formaggi a +2,7%
L’indice FAO dei prodotti lattiero-caseari sale del 2,3% ad agosto, segnando il primo aumento in quattro mesi. A guidare il recupero sono SMP, +3%, WMP, +2,4%, e formaggi, +2,7%. In Europa la minore disponibilità stagionale di latte, aggravata da caldo e siccità, sostiene le quotazioni; in Oceania l’aumento della produzione esercita invece una pressione opposta. Su base annua il dairy resta comunque a -21,7%.
Dopo la fase di discesa degli ultimi mesi, i prezzi internazionali dei prodotti lattiero-caseari tornano a crescere. Ad agosto il FAO Dairy Price Index si è attestato a 119,2 punti, con un aumento del 2,3% rispetto a luglio. Si tratta del primo aumento in quattro mesi, mentre il confronto con lo scorso anno continua a mostrare una distanza molto ampia: l’indice rimane inferiore del 21,7% rispetto ad agosto 2025. Il movimento interessa soprattutto polveri e formaggi, mentre il burro resta sostanzialmente stabile.
SMP +3%, WMP +2,4%
Il rialzo più consistente riguarda il latte scremato in polvere, le cui quotazioni internazionali aumentano del 3% nel mese. Il WMP segue con un +2,4%. Secondo FAO, in entrambi i casi sono state soprattutto le quotazioni europee a sostenere il mercato. La disponibilità di latte nell’UE si è ridotta stagionalmente e le condizioni particolarmente calde e secche registrate in diverse importanti aree produttrici hanno accentuato la tensione sull’offerta.
Per l’SMP si aggiunge una domanda di importazione sostenuta, che ha contribuito alla pressione al rialzo. In Oceania, al contrario, l’aumento stagionale della produzione di latte sta esercitando una pressione al ribasso sui mercati delle polveri.
Formaggi: secondo mese consecutivo di recupero
Anche i formaggi aumentano del 2,7% ad agosto, proseguendo il recupero iniziato a luglio. La FAO segnala forti aumenti delle quotazioni europee, sostenute dalla minore disponibilità di latte, sufficienti a compensare la dinamica opposta osservata in Oceania. Qui il confronto geografico è particolarmente evidente. In Oceania l’aumento stagionale della produzione sta incrementando la disponibilità destinata all’export. A questo si aggiunge, secondo FAO, la concorrenza degli Stati Uniti, che continua a esercitare pressione sui prezzi del formaggio.
Europa, Oceania e Stati Uniti stanno quindi entrando nell’ultima parte del 2026 da posizioni molto diverse: l’UE con disponibilità stagionalmente più ristrette, Oceania con nuova materia prima in arrivo e USA con produzione e capacità industriale in espansione.
Burro stabile, ma Europa e Oceania divergono
Il burro rappresenta l’eccezione del mese, con prezzi internazionali sostanzialmente invariati rispetto a luglio. La stabilità nasconde ancora una volta due direzioni opposte. Nell’Unione europea le quotazioni sono sostenute dalla minore disponibilità, mentre in Oceania la crescita stagionale dell’offerta esercita una pressione al ribasso.
Il dato conferma quanto la disponibilità globale di latte non possa essere letta soltanto attraverso il volume complessivo prodotto. Contano anche stagione, localizzazione della materia prima e possibilità di indirizzarla verso differenti trasformazioni.
Il dairy recupera, ma resta lontano dal 2025
Il segnale di agosto va quindi interpretato con cautela. Un aumento mensile del 2,3% rappresenta una prima inversione della dinamica recente, soprattutto in Europa. Ma il -21,7% rispetto a un anno fa mostra quanto i prezzi internazionali dairy rimangano ancora lontani dai livelli del 2025. Lo stesso vale per i formaggi: il recupero iniziato a luglio sta proseguendo, ma avviene all’interno di un mercato mondiale nel quale l’offerta continua a crescere in molti dei principali bacini esportatori.
Anche l’indice alimentare complessivo sale
Il recupero del dairy si inserisce in un movimento più ampio delle commodity alimentari. Ad agosto il FAO Food Price Index complessivo è salito dell’1,9% a 133,3 punti, risultando il 2,5% sopra agosto 2025, ma ancora il 16,8% sotto il massimo del marzo 2022.
Per il dairy il quadro resta però particolare: è una categoria ancora nettamente sotto i livelli di un anno fa, ma ad agosto ha cambiato direzione.
Per ora il dato certo è uno: i prezzi dairy hanno registrato il primo aumento in quattro mesi e i formaggi hanno messo a segno il secondo rialzo mensile consecutivo.
