Gran Bretagna, il caldo taglia le consegne di latte: giugno a -3,1%
Secondo AHDB, le consegne giornaliere di latte in Gran Bretagna sono scese a 35,51 milioni di litri. Nella settimana chiusa il 4 luglio il calo è arrivato al 4,8% rispetto al 2025
Il caldo colpisce anche la produzione lattiera britannica. Secondo i dati AHDB, a giugno 2026 le consegne di latte in Gran Bretagna sono diminuite del 3,1% su base annua, con una media giornaliera di 35,51 milioni di litri e un totale mensile stimato in 1.065 milioni di litri.
La flessione equivale a circa 34 milioni di litri in meno rispetto a giugno 2025 e porta il bilancio del trimestre aprile-giugno a un calo dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato è particolarmente rilevante perché il mese era iniziato con consegne solo leggermente inferiori rispetto ai livelli elevati del 2025. La contrazione si è accentuata nella seconda metà di giugno, in coincidenza con una fase di caldo intenso e clima secco che ha colpito le principali aree produttive.
Il meccanismo è noto: con temperature elevate, le bovine riducono l’ingestione di sostanza secca e la produzione di latte cala rapidamente. Se il caldo si prolunga e manca il recupero notturno, l’effetto può diventare più marcato, incidendo anche su titoli, fertilità, salute animale e costi di gestione.
Inizio luglio ancora più debole
La riduzione produttiva si è aggravata nei primi giorni di luglio. Nella settimana chiusa il 4 luglio 2026, le consegne di latte in Gran Bretagna sono scese del 4,8% rispetto alla settimana corrispondente del 2025, portandosi nettamente sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni.
È un segnale da monitorare perché arriva dopo una primavera che, in una prima fase, aveva favorito il recupero delle scorte di insilati e foraggi nelle aziende. Le condizioni calde e asciutte delle ultime settimane rischiano però di rallentare la crescita dei pascoli e di ridurre la disponibilità di foraggi di qualità per la seconda parte della stagione.
Per un sistema produttivo sensibile al rapporto tra pascolo, foraggi e integrazioni alimentari, l’effetto climatico non riguarda solo il latte prodotto oggi, ma anche la capacità di sostenere le rese nei mesi successivi.
Pressione strutturale sulla produzione britannica
Il caldo si inserisce in un quadro strutturale già difficile. Il settore lattiero-caseario britannico affronta da tempo una riduzione della mandria da latte, un calo del numero di produttori registrati e costi di produzione elevati.
A pesare sono anche i costi dei mangimi, dell’energia, della manodopera e della lettiera. Il peggioramento del rapporto tra prezzo del latte e prezzo dei mangimi limita la possibilità di compensare la minore disponibilità di pascolo con maggiori acquisti di alimenti concentrati.
Questo rende la produzione più vulnerabile agli shock climatici. In condizioni di margini compressi, l’allevatore ha meno spazio per aumentare l’alimentazione acquistata, intervenire rapidamente sugli impianti o assorbire perdite temporanee di resa.
AHDB prevede per la stagione lattiera 2026/27 un calo complessivo dello 0,9% rispetto all’anno precedente, che riflette sia la pressione strutturale sulla base produttiva sia la crescente sensibilità del sistema alle condizioni meteo.
