Promozione agroalimentare UE: Bruxelles valuta un taglio del 45% per il 2027
La dotazione per la promozione Ue scenderebbe da 205 a 112 milioni di euro. Italia e altri nove Paesi contestano la riduzione, che colpirebbe soprattutto i programmi sui mercati terzi
La Commissione europea valuta un forte ridimensionamento delle risorse destinate alla promozione dei prodotti agroalimentari Ue. Dopo il livello record previsto per il 2026, pari a 205 milioni di euro, la dotazione provvisoria per il 2027 scenderebbe a 112 milioni di euro, con una riduzione superiore al 45%.
Il programma 2026, già adottato dalla Commissione, resta confermato a 205 milioni di euro, il livello più alto mai destinato alla promozione dei prodotti agroalimentari europei nell’Unione e sui mercati internazionali. La riduzione contestata riguarda invece la proposta per il 2027, che porterebbe il budget a 120 milioni di euro.
Il taglio colpirebbe in particolare i programmi di promozione verso i Paesi terzi, Secondo le prime ricostruzioni, i programmi transnazionali subirebbero una contrazione ancora più forte, con risorse che passerebbero da 18 a 5 milioni di euro.
La proposta ha già provocato la reazione di una parte degli Stati membri. Italia e altri nove Paesi si sono uniti per chiedere alla Commissione di rivedere il ridimensionamento, ritenuto incoerente con la necessità di rafforzare la competitività dell’agroalimentare europeo sui mercati internazionali.
Il nodo dei Paesi terzi
Il punto più sensibile riguarda i programmi rivolti ai Paesi terzi. Sono quelli che aiutano le filiere europee a costruire domanda fuori dall’Unione, aprire o consolidare mercati, accompagnare export e posizionare prodotti ad alto valore.
Per molte denominazioni lattiero-casearie, i mercati extra UE sono ormai decisivi. Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud, Medio Oriente, Sud-Est asiatico e Cina rappresentano destinazioni strategiche, ma anche molto competitive. In questi mercati, la promozione serve a far conoscere le caratteristiche dei formaggi europei.
Una contraddizione politica?
Il ridimensionamento appare in contrasto con la linea del programma 2026, presentato come un investimento record per rafforzare la conoscenza dei prodotti agroalimentari europei e dei sistemi di qualità, anche attraverso la campagna “Buy European Food”. La dotazione complessiva di 205 milioni di euro includeva fino a 160 milioni di euro destinati ai programmi cofinanziati per organizzazioni di produttori e organismi del settore agroalimentare.
È questa la critica avanzata anche dalle organizzazioni agroalimentari europee. In una lettera indirizzata alla Commissione, quindici organizzazioni hanno espresso forte preoccupazione per la dotazione provvisoria 2027, sottolineando che un budget di 112 milioni cancellerebbe i progressi degli ultimi anni e scenderebbe sotto il livello del 2025.
In Italia, Confcooperative Fedagripesca ha definito inaccettabile il taglio, evidenziando il rischio per competitività ed export in una fase cruciale per il futuro della PAC e per il posizionamento internazionale delle filiere.
